07 Dic

La Biodinamica alla Commissione Europea – di Enrico Amico

Demeter ha quasi circa 100 anni di storia. È un’associazione che nasce per volere dei contadini che all’inizio del secolo scorso sentirono la necessità di unirsi per poter affrontare le sfide di un mercato che era pronto a raccogliere prodotti di qualità attraverso un marchio che potesse dare garanzia al consumatore dell’eccellenza dei prodotti. Demeter nasce con l’agricoltura biodinamica e quindi affonda le sue radici molto lontano. Oggi questo è quanto mai attuale. La commissione europea attraverso le strategie la Farm to Fork e Biodiversità ha dato un forte segnale per un cambio dell’attuale modello agricolo. Nei decenni passati a noi agricoltori ci veniva detto che bisognava puntare alla crescita della produzione, delle quantità, degli input produttivi. Oggi invece questo cambia radicalmente. Oggi ci vuole una nuova agricoltura. L’Unione Europea ci dice che dobbiamo aumentare non la crescita in termini quantitativi ma in termini qualitativi. Per fare questo l’Unione Europea cerca di mettere in atto tutta una serie di strategie ed è proprio in questa fase che la biodinamica può dare un forte contributo e può essere da modello per il sistema produttivo nazionale ed europeo.

Due settimane fa ho avuto il piacere di portare la nostra esperienza come produttori biodinamici alla Commissione Europea. Il mio intervento era rivolto ai Commissari in seno alla presentazione, da parte degli stessi, delle due strategie da poco pubblicate: Farm To Fork e Biodiversity.

Il nostro modello agricolo è stato preso come un modello di eccellenza. Le strategie europee richiedono, per esempio, di ridurre l’uso dei concimi di sintesi all’interno delle aziende agricole ed è necessario dire agli agricoltori come fare per poter sostituire questi input al fine di non ridurre le produzioni. Il modello biodinamico può venire in soccorso a questa esigenza. Nelle nostre aziende, infatti è obbligatoria la presenza degli animali che sono importanti proprio perché fonte di letame che ci serve per concimare le coltivazioni. Nelle strategie della Commissione Europea, inoltre, si configura un modello agricolo che non vede più l’azienda fortemente specializzata ma un’azienda agricola che integra le varie fasi della produzione, molto simile al modello biodinamico di organismo agricolo a ciclo chiuso. La strategia sulla biodiversità, inoltre, pone come obiettivo al 2030 che ogni singola azienda agricola dedichi almeno il 10% della superficie alla biodiversità. Per le aziende biodinamiche questo obiettivo è già raggiunto, perché le nostre aziende per essere certificate Demeter devono ottemperare questo requisito.

Tutte queste sono azioni che come agricoltori biodinamici quotidianamente mettiamo in essere per avere un’agricoltura sana, una agricoltura che può diventare il modello per tutto il sistema agro-ecologico non solo nazionale ma europeo.  La nostra esperienza, che ho avuto il piacere di portare all’interno di questa audizione alla Commissione, è stata molto apprezzata ed è stata l’occasione per mettere in evidenza come già ci sono contadini che, adottando questo modello, riescono non solo a soddisfare i requisiti ambientali ma anche a creare reddito. E questa è l’altra faccia della medaglia. La nostra non è un’agricoltura fatta solo per passione o, come alcuni dicono, fatta perché abbiamo tempo e soldi da spendere. Tutt’altro, la nostra agricoltura crea mercato, ha un reddito medio per ettaro molto più alto di quello prodotto dall’agricoltura biologica o convenzionale, e crea un’economia che dà finalmente ai produttori agricoli quella dignità che è la base per poter svolgere un lavoro di qualità. L’agricoltura biodinamica è l’agricoltura del futuro.