12 Apr

Gli obiettivi prioritari del nuovo Consiglio Direttivo

di Alois Lageder

Nei precedenti editoriali ho illustrato quali erano gli obiettivi che per me erano prioritari per guidare al meglio la nostra associazione e questa volta ho pensato, visto che siamo all’inizio del mandato, di lasciare spazio ai miei colleghi del Consiglio Direttivo di Demeter. Ho chiesto loro quali erano gli obiettivi che ritengono più importanti e le tematiche che stanno loro più a cuore. Ecco cosa mi hanno risposto.

Enrico Amico: “Ritengo che ci si debba impegnare sul coinvolgimento delle aziende Demeter per costruire una vera e proprio comunità. Infatti credo che la crescita passi attraverso il confronto, anche grazie ad incontri nelle varie aziende, per favorire l’interscambio delle conoscenze. La commercializzazione è un altro aspetto importante, visto che si stanno interessando ai prodotti biodinamici nuovi player, come per esempio la grande distribuzione organizzata, con la quale dovremmo costruire dei contratti con l’obiettivo di posizionare al meglio il marchio Demeter

Antonino Anastasi:Per me è la prima esperienza nel Consiglio Direttivo di Demeter e sono stato eletto come rappresentante dei Trasformatori e dei Distributori. Credo che per queste due categorie in particolare, e in generale per tutti i produttori biodinamici, sia molto importante portare avanti una forte azione di tutela del Marchio Demeter. Una voce più forte che valorizzi l’alta qualità dei nostri prodotti nel mercato italiano è fondamentale per la salvaguardia delle aziende socie, in un momento in cui si prevede un forte incremento della produzione biodinamica.”

Domenico Di Ciero: “Occupandomi dell’ultima fase del processo di controllo per le certificazioni ho avuto modo di riflettere sull’importanza di dare risposte tempestive alle aziende socie e a quelle che lo vogliono diventare. Per questo credo che sia prioritario efficientare i processi e potenziare la struttura tecnica di Demeter nell’ottica di facilitare il lavoro alle nostre aziende. Per quanto riguarda il potenziamento della struttura tecnica mi riferisco sia ai dipendenti degli uffici che ai tecnici che eseguono le verifiche presso le aziende, visto anche il numero in crescita di agricoltori che vogliono entrare nella nostra associazione.

Elisabetta Foradori: “Mi sono messa a disposizione di Demeter per cercare di contribuire al processo di rinnovamento e sviluppo dell’organizzazione. Ho sperimentato attraverso il lavoro nella mia azienda quanto sia importante  per la crescita della qualità biodinamica dei prodotti, la condivisione ed il confronto fra agricoltori che praticano il metodo biodinamico. Sono convinta che questo percorso sia da perseguire. Demeter dovrebbe andare oltre la mera figura di organismo di controllo e diventare, con il contributo dell’Associazione Biodinamica, un luogo di sviluppo e condivisione delle esperienze. Nello specifico sarà di grande importanza che Demeter e Associazione Biodinamica uniscano le loro forze e condividano una casa comune. Si tratta dunque di dare una struttura organizzativa più snella ed efficace a Demeter Italia sul fronte amministrativo/burocratico e parallelamente implementare i processi di formazione delle persone che si faranno carico di visitare le aziende (non mi piace chiamarli ispettori), aumentarne il numero e favorire l’incontro fra agricoltori attraverso i Colloqui aziendali di sviluppo. Demeter dovrà inoltre trovare una via per rafforzare nella collettività la percezione del prestigio del marchio e confrontarsi con le esperienze delle associazioni Demeter degli altri paesi per fare alleanze e creare sinergie.”

Dino Mellano: Credo che durante questo mandato sia importante diventare sempre più attenti alle richieste dei nostri soci per supportarli a migliorare il loro lavoro di adeguamento agli standard e alle linee guida Demeter. Questo anche in ottica di riuscire a trasferire in maniera efficace a tutte le nuove aziende che ambiscono a diventare socie di Demeter quali sono le differenze tra il nostro metodo e quello convenzionale o biologico. Anche dal punto di vista del Marketing ritengo che sia necessaria una forte azione, in particolare per diffondere la conoscenza del marchio in modo che chi acquista i prodotti certificati Demeter sia consapevole dei valori in termini di qualità del prodotto, ma anche per gli aspetti ambientali e sociali associati.”

Carlo Triarico: “Vorrei dare il mio contributo a rapporti fraterni tra tutti noi. Mi sono impegnato per il rinnovamento e lo sviluppo di Demeter e dell’Associazione Biodinamica. Dovremo rafforzarne gli uffici e il loro lavoro, anche condividendo la sede in futuro. Adesso dobbiamo fare di Demeter un modello. Così vorrei dare una mano in sede internazionale, per far capire come lavorano i biodinamici italiani e anche creare un piano di informazione e comunicazione ben strutturato qui in Italia, per far conoscere la demeter e l’alta qualità delle nostre aziende. Un altro lavoro cruciale che vorrei fare è quello con le istituzioni pubbliche e private, in modo da difendere la biodinamica come patrimonio ed esempio. Anche per questo dovremo essere rigorosi sulla serietà di chi entra e a far capire quale sia l’anima della biodinamica”