24 Ago

Il corso per tecnici ispettori Demeter

Grazie all’attiva collaborazione tra Demeter Italia e l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, tra luglio e agosto si è tenuto il “Corso per tecnici ispettori Demeter”, con gli obiettivi di potenziare il numero degli ispettori e di approfondire aspetti conoscitivi e pratici dell’agricoltura biodinamica.

La modalità scelta è stata molto apprezzata, e ha permesso la partecipazione di sessanta iscritti da ogni parte d’Italia. Sono stati infatti proposti undici moduli di formazione a distanza di quattro ore ciascuno, a cui ha fatto seguito uno stage residenziale di due giorni presso la Cooperativa Agricola La Collina di Reggio Emilia, realizzato in due sessioni per consentirne la frequentazione a tutti gli iscritti con un numero gestibile nell’attuale emergenza Covid19, e che allo stesso tempo non pregiudicasse la didattica.

E così, dal 13 luglio è iniziata un’impegnativa maratona di lezioni online che hanno visto alternarsi importanti docenti su ampi approfondimenti teorici e pratici della biodinamica: Giorgio Lanza, agricoltore biodinamico da tantissimi anni, e già presidente di Demeter,  ha introdotto il corso con una lezione su “Lineamenti storici, epistemologici e giuridici dell’agricoltura biodinamica”; Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, ha tenuto la lezione “Fisica, chimica, morfologia del suolo, colture, allevamenti nella prospettiva della visione gotheanistica”; Claudio Elli, veterinario, ha illustrato li tema “L’individualità agricola: il rapporto con gli animali e la gestione aziendale a ciclo chiuso”; Paola Santi, agronoma, e Marco Serventi, segretario generale dell’Associazione Biodinamica, hanno coinvolto i partecipanti nella parte speciale su “Orticoltura, frutticoltura, cerealicoltura, viticoltura, olivicoltura”; Carlo Noro ha approfondito il complesso tema dei preparati; grazie al Prof. Giuseppe Celano e a Pasquale Falzarano gli iscritti sono stati impegnati su “I quattro livelli di concimazione: umificazione, fertilità del suolo, sovescio e compostaggio”; Fabio Fioravanti è stato coinvolto per l’argomento “Mezzi tecnici per l’agricoltura biodinamica”. A queste lezioni si sono alternate quelle dei collaboratori di Demeter che, soprattutto nella persona di Giovanni Legittimo, responsabile della segreteria tecnica, sono intervenuti su “Normativa e certificazione”, “Funzionamento e iter”, “Standard di produzione e relativa attività di sorveglianza”, “Standard di trasformazione ed etichettatura, e relative attività di sorveglianza”.

L’incredibile sforzo organizzativo dei collaboratori dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, e la costante presenza della bravissima tutor Anna Mascino, hanno fatto sì che l’esperienza della didattica online, scandita, oltre che dalle lezioni, dal tempo per lo studio e dai moduli di verifica per ogni lezione, sia fluita senza intoppi, con un dialogo aperto e attivo tra docenti e allievi.

Il caldo torrido degli ultimi giorni di luglio ha poi accolto la prima sessione di stage residenziale dove, grazie all’ospitalità magnifica di Giovanni, di Ettore e degli altri collaboratori de “La Collina”, i partecipanti hanno potuto conoscere il pluridecennale impegno in biodinamica dell’organismo agricolo a ciclo chiuso, visitando tutta l’azienda con focus su macchine e attrezzature, prove della vanga, cumuli, preparati biodinamici, gestione colture e appezzamenti, gestione della stalla e degli animali ecc. La presenza di Enrico Amico, presidente di Demeter, e di Carlo Triarico, oltre che dei collaboratori delle due associazioni, ha offerto spunti per ulteriori approfondimenti, e ha esplicitato in maniera tangibile l’impegno e la dedizione delle due associazioni.

La seconda sessione della settimana seguente ha concluso la parte di esperienza pratica che, come dice Marlene Cattaneo, partecipante al corso e collaboratrice di Demeter, “si è rilevata molto utile per comprendere, insieme all’organizzazione e alla vita dell’articolato organismo biodinamico, i processi di certificazione e la relativa attività di ispezione proprio in un’azienda agricola”.

Marco Serventi ha dichiarato: “Dai riscontri avuti, ho notato con piacere che i corsisti hanno percepito una forte realtà sociale rappresentata dalle due associazioni, Associazione Biodinamica e Demeter, che hanno organizzato il corso per ispettori e che hanno rilevato coerenza e serietà nella divulgazione del metodo biodinamico”. E Valentina Carlà Campa, coordinatrice e membro della segreteria scientifica del corso, ha aggiunto: “La partecipazione attiva dei numerosi corsisti alle lezioni di formazione a distanza e allo stage, ci hanno confermato che il lavoro svolto congiuntamente da Demeter e Associazione Biodinamica sta andando nella direzione giusta per quanto riguarda contenuti proposti e modalità di trasmetterli”.

L’auspicio è che il corso abbia non solo consentito imprescindibili approfondimenti a coloro che si sono iscritti per fare attività ispettiva per conto di Demeter, che continueranno la formazione con affiancamenti sul campo a tecnici “senior”, ma che siano nati spunti e occasioni di confronto e dialogo anche per chi ha talenti e affinità per altre attività all’interno del movimento dell’agricoltura biodinamica.

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24 Ago

Formazione, sviluppo e comunicazione – di Enrico Amico

di Enrico Amico

Sono due le importanti attività che il Consiglio Demeter ha portato avanti in questo ultimo mese: la prima riguarda il “Corso per tecnici ispettori Demeter” che si è svolto tra luglio e agosto in collaborazione con l’Associazione per l’agricoltura biodinamica. Ho partecipato personalmente al corso, incontrando i partecipanti durante lo stage residenziale presso La Collina ed il feedback che ho ricevuto è stato del tutto positivo. Sono rimasto molto colpito dall’entusiasmo e dalla effettiva convinzione della bontà del metodo biodinamico manifestata dai partecipanti. E il loro alto livello professionale è stato il motivo che ci ha fatto decidere di aprire il corso, nonostante il maggiore sforzo economico sostenuto da Demeter, non solo a 25 persone ma ai 60  che si erano candidati. Sarebbe stato un vero peccato dover escludere qualcuno anche se, ora, non sarà facile selezionare chi entrerà per primo a far parte della squadra di tecnici ispettori di Demeter. Il nostro obiettivo comunque è quello di avere sempre più tecnici Demeter e non dover più ricorrere ai tecnici degli altri organismi di controllo.

La seconda attività riguarda l’approvazione della Circolare interpretativa sulla presenza animale nelle aziende certificate Demeter o che aspirano all’ottenimento della nostra certificazione. L’obiettivo di questa circolare era di offrire, a tutte le aziende che devono adeguarsi all’obbligo della presenza degli animali per essere certificati Demeter, delle linee operative più chiare e, grazie a questi chiarenti, facilitare il percorso di adeguamento. A questo scopo è stato istituito un gruppo di lavoro il cui compito è stato quello di definire gli ambiti di interpretazione dei paragrafi dello standard di produzione in vigore riguardo la presenza zootecnica in azienda che ricordo essere nella misura minima di almeno 0,2 UBA (unità bovino adulto) per ettaro all’anno per aziende che hanno una SAU maggiore di 3 ettari di colture protette, o una SAU maggiore di 5 ettari per le aziende a seminativo e colture perenni. L’esito del gruppo di lavoro è stato ratificato dal Consiglio di Amministrazione durante la riunione del 28 luglio 2020.

Ci tengo in questa sede a ricordare che l’implementare la necessaria presenza zootecnica in azienda, in modo da tendere al modello di “azienda conchiusa in se stessa”, come riportato nella seconda conferenza di R. Steiner in “Impulsi scientifico – spirituali per il progresso dell’agricoltura”, è un obbligo a cui tutte le aziende sublicenziatarie devono adeguarsi entro il maggio 2021. La proroga di ulteriori due anni sarà possibile solo se presente una oggettiva necessità, adeguatamente motivata.

E concludo guardando al prossimo futuro: sono aperte le iscrizioni per le aziende che intendono partecipare allo stand collettivo che Demeter organizza al Sana 2020 di Bologna, che si terrà dal 9 al 11 ottobre, e stiamo organizzando la partecipazione al B-Open di VERONA che si terrà dal 23 al 24 Novembre. Il nostro lavoro per la biodinamica non si ferma, vi tengo aggiornati.

 

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31 Lug
27 Lug

Assemblea BFDI (Biodynamic Federation-Demeter International): 3 italiani nominati nei Comitati

Per stupirti della bellezza,
difendi la verità,
guarda il nobile,
risolvi il bene.
Questo ci porta veramente allo
scopo di vivere,
al giusto nel nostro fare,
alla pace nel nostro sentimento,
alla luce nel nostro pensiero.
E ci insegna la fiducia,
nell’operare di Dio,
in tutto ciò che c’è,
nell’ampiezza del mondo,
nella profondità dell’anima.

Preghiera delle campane serali, Rudolf Steiner

Con questa poesia Helmy Abouleish di Sekem, presidente della Federazione Biodinamica Demeter International, ha dato inizio ai lavori dell’assemblea della nuova Federazione che si è svolta online, dal 22 al 25 giugno scorsi. L’assemblea, che riunisce i rappresentanti delle organizzazioni biodinamiche di tutto il mondo, il primo giorno ha accolto 9 nuovi membri provenienti da Malesia, Ecuador, Cina, Uruguay, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Lituania, Sri Lanka e Turchia. Tutte le nuove organizzazioni si sono presentate e si sono unite alla Federazione Biodinamica Demeter International, che oggi conta complessivamente 47 associazioni.

L’assemblea per i membri è sempre un momento significativo di confronto e di crescita e, quest’anno, è stato ancora più importante per il lancio della nuova Federazione nata a febbraio 2020 dalla fusione dell’Associazione biodinamica internazionale e Demeter International. Anche se un incontro fisico non è stato possibile, a causa della pandemia Covid-19, le discussioni e gli scambi tra i partecipanti sono stati incoraggiati il più possibile attraverso gruppi di discussione in streaming e sondaggi. Circa 150 persone hanno partecipato all’assemblea online connettendosi dai loro Paesi, una grande varietà di partecipanti che ha arricchito notevolmente lo scambio di informazioni. Per l’Italia è stato designato Enrico Zagnoli come rappresentante comune di Demeter Italia e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica che, come sta accadendo anche a livello internazionale, stanno collaborando attivamente in modo congiunto e proficuo per il movimento della biodinamica in Italia

L’Assemblea rappresenta un’opportunità per ogni comitato della Federazione di presentare i lavori realizzati e quelli in programma. Si tratta di un momento cruciale per tutti i coordinatori e per i membri dei comitati che, quest’anno, sono aumentati includendone due nuovi: il comitato Lobby e pubbliche relazioni e il comitato sul Marchio. Ma la notizia più importante è che sono stati eletti 3 membri italiani nei Comitati della BFDI: si tratta degli agronomi Valentina Carlà Campa e Angelo Bertea e dell’imprenditrice Raffaella Mellano che per i prossimi anni parteciperanno rispettivamente ai lavori dei seguenti comitati: Comitato ART (Consulenza, Ricerca e Formazione), Comitato Standard e Comitato sul Marchio.

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27 Lug

Enrico Amico su B/Open: serve un piano strategico nazionale per la biodinamica

“L’agricoltura biodinamica ha bisogno di un piano strategico a livello nazionale, che dia il giusto spazio a ricerca e formazione. Solo così si potrà accompagnare la crescita delle imprese, sull’onda di un mercato che finora sta dando risultati positivi”.

L’analisi è di Enrico Amico, nuovo presidente di Demeter Italia in un’intervista sul sito B/OPEN il 21 luglio scorso.

Per leggere l’intera intervista cliccare qui.

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23 Lug

Incontro a Parma tra Demeter Italia e SFT

Venerdì scorso presso la sede di Demeter Italia di Parma si è svolto un incontro che ha visto coinvolti i rappresentanti di Demeter e della Cooperativa SFT, Società Frutticoltori Trento.

Per Demeter erano presenti il presidente Enrico Amico, il direttore Giovanni Buccheri e Giovanni Legittimo della segreteria tecnica, mentre per SFT il presidente Riccardo Forti e il direttore generale Massimiliano Govoni.

L’obiettivo dell’incontro era quello di cercare di costruire una collaborazione tra le due organizzazioni, visto che SFT è una realtà che vede alcuni dei suoi soci vicini alla biodinamica, ormai da anni. Cinque delle aziende della cooperativa sono già certificate Demeter e un’altra decina praticano il metodo biodinamico senza essere certificati, per un totale complessivo di circa 60 ettari.

“Le nostre aziende praticano l’agroecologia da tempo non per una questione di mercato, ma perché sono convinti della bontà del metodo e allineati sui valori” spiega Govoni.

L’incontro ha rivestito una particolare importanza perché la cooperativa trentina, che in passato aveva conferito la sua produzione ad Apofruit Italia e partecipato al sistema Verdea, ha recentemente interrotto queste collaborazioni e si è rivolta a Demeter per cercare un partner affidabile per supportare le aziende socie che intendono portare avanti la conversione all’agricoltura biodinamica. Una scelta convinta, pur sapendo che potrebbe portare gli agricoltori a maggiori sacrifici nella fase iniziale di conversione, sacrifici che però saranno ripagati dalla forza di un marchio che si fonda sulla serietà delle aziende.

“È stato un incontro che ci ha molto soddisfatto perché abbiamo scoperto la possibilità per le nostre aziende di partecipare all’iter di tutoraggio preliminare per l’accesso al marchio Demeter. Le nostre aziende interessate a passare al biodinamico avranno quindi la possibilità di essere guidate da un tutor che, in base alle specifiche situazioni, definirà il percorso migliore per loro” continua Govoni.

L’iter di tutoraggio preliminare, varato nel settembre 2017, è un servizio innovativo di Demeter Italia e Associazione per l’agricoltura biodinamica che in questi quasi 3 anni di attività ha riscosso molto successo da parte delle nuove aziende che intendono raggiungere la certificazione biodinamica. L’iter si basa su una stretta collaborazione operativa con l’Associazione Biodinamica per effettuare, attraverso agricoltori, agronomi e tecnici opportunamente formati, le prime visite a carattere non ispettivo, ma di esame e proposta di miglioramento, per la preparazione dell’azienda secondo i principi e le tecniche più avanzate del metodo biodinamico. Un servizio che consente alle aziende seriamente intenzionate a fare biodinamica di qualità di giungere alla fase di ispezione e certificazione Demeter con le migliori condizioni di conoscenza e di pratica biodinamica.

S.F.T. è il risultato della fusione di tre cooperative: S.O.A di Aldeno, COFRUT di Mattarello e SAV Frutta di Volano, per un totale di circa 400 soci. Dei 570 ettari complessivi della cooperativa, che produce prevalentemente mele, il 55% è certificato in conformità con il regolamento biologico europeo, ma anche il prodotto convenzionale sottostà a precise regole coerenti con le prescrizioni del bio e che impongono residui molto ridotti. In valori assoluti nel 2020 saranno prodotti 90 mila quintali di mele biologiche a cui se ne aggiungeranno, nel 2021, almeno altri 30 mila quintali derivanti dalle aziende in conversione che entreranno nel sistema bio entro l’anno. Sono invece attualmente certificati Demeter 7500 quintali. La cooperativa produce anche 1000 quintali di ciliegie, di cui il 20% biologiche. Il giro d’affari complessivo si aggira attorno ai 20 milioni di euro.

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15 Giu

L’importanza della presenza animale nelle aziende agricole biodinamiche

di Marlène Cattaneo
Segreteria Tecnica

Uno dei temi maggiormente dibattuti nell’ultimo periodo è la presenza degli animali nelle aziende agricole biodinamiche certificate Demeter che, come previsto dagli Standard di Produzione al par. 5.1: “Tale paragrafo pone grande importanza alla presenza degli animali in una azienda biodinamica; pertanto è intenzione del Consiglio rendere la stessa OBBLIGATORIA. […] Per determinare un carico minimo di animali presenti in azienda si considera un valore di 0.2 UBA/ha; pertanto un’azienda da 20 ettari dovrà garantire la presenza di almeno 4 UBA (4 bovini adulti o equivalenti) […]

Ma come mai Demeter International e Demeter Italia chiedono agli agricoltori di introdurre la zootecnia in azienda?

Per poter rispondere a questa domanda dobbiamo, prima di tutto, introdurre il concetto di ciclo chiuso. Per ciclo chiuso si intende un sistema agricolo che comprende tutti gli elementi vivi presenti in azienda: piante, terreno, animali e uomo in equilibrio tra loro e che, grazie agli scambi energetici tra le parti non necessita di input esterni. Secondo Steiner infatti “Un’azienda agricola si realizza nel miglior senso della parola se può venire concepita come una specie di individualità a sé stante, come un’individualità chiusa in sé stessa. In senso assoluto questo non potrà essere raggiunto, ma l’azienda deve cercare di avvicinarsi il più possibile alla condizione di essere un’individualità conchiusa in sé stessa”. (Rudolf Steiner, “Corso su l’agricoltura” O.O. 327, II conferenza)

Gli animali sono parte integrante di questo ciclo e non è quindi possibile avere un organismo agricolo completo o che tenda all’ individualità senza la presenza dell’allevamento.

Tra gli animali allevati in azienda i ruminanti dovrebbero essere preferiti ai mono gastrici in quanto, grazie alle loro particolarità digestive, sono in grado di riorganizzare e vivificare la materia organica vegetale apportando al terreno importanti elementi nutritivi fondamentali sia per la crescita delle piante sia per favorire lo sviluppo di sostanza organica. A sostegno di quanto sopra possiamo citare ancora una volta Steiner che, durante una delle conferenze sostiene: “Si deve infatti sapere che per esempio le influenze cosmiche provenienti dall’interno del suolo e attive nella pianta, devono in essa venir condotte verso l’alto. Se quindi una pianta è particolarmente ricca di forze cosmiche e viene ingerita da un animale che da parte sua, traendolo dal proprio organismo, fornisce un letame formatosi da quella pianta, allora l’animale fornirà un concime particolarmente indicato per il terreno su cui cresce quella pianta”. (Rudolf Steiner, “Corso su l’agricoltura” O.O. 327, II conferenza)

La presenza degli animali, in particolare dei ruminanti è quindi fondamentale per avere un terreno sano, fertile ed equilibrato da un punto di vista biochimico ed organolettico; terreni sani e ricchi di sostanza organica risultano essere più popolati da fauna edafica, la quale svolge un ruolo centrale nel ciclo della materia organica, disgregandola e partecipando al processo di creazione dell’humus che è un substrato fondamentale per la crescita delle colture. I terreni regolarmente concimati con compost biodinamico aziendale opportunamente inoculato e compostato, insieme alla distribuzione regolare dei preparati biodinamici, nel tempo non necessiteranno più di concimi del commercio garantendo al consumatore prodotti di maggior qualità.

Il conduttore aziendale che deciderà di introdurre la zootecnia è consapevole che parte della sua produzione sarà destinata al foraggio necessario per alimentare i propri animali che va ad incidere sull’organizzazione generale dell’azienda, che dovrà essere reimpostata in modo da poterli ospitare e garantire loro una vita dignitosa. All’interno del sistema a ciclo chiuso l’uomo avrà quindi l’importantissimo ruolo di voler instaurare un equilibrio tra i vari comparti aziendali, e renderlo duraturo nel tempo. Un bravo conduttore sarà colui che riuscirà a rendere autosufficiente e sana la propria azienda senza dover apportare input dall’esterno.

La scelta dell’introduzione dell’allevamento in azienda è, in ultima analisi, una presa di coscienza da parte del conduttore aziendale sull’importanza che l’animale svolge per l’organismo agricolo, ma anche del ruolo fondamentale che svolge per l’ambiente (e.g. biodiversità, paesaggio, differenziazione delle colture) e per la qualità dei prodotti (e.g. presenza di una certificazione, assenza di pesticidi, ricchezza di nutrienti)

 

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11 Giu

L’assemblea della Biodynamic Federation Demeter International

Per prima cosa vorrei presentarvi i due nuovi consiglieri della nostra associazione: sono Enrico Zagnoli della Zad Agrodynamics di Castel di Casio in provincia di Bologna e Antonino Petralia dell’omonima azienda agricola localizzata a Salemi in provincia di Trapani. Nel fare loro i miei personali auguri di benvenuto sono certo che insieme agli altri consiglieri riusciremo a lavorare per il bene di tutti i nostri associati e ci tengo a rinnovare la nostra disponibilità e apertura verso tutti i colleghi che vorranno darci il loro contributo per il miglioramento della nostra associazione.

Si avvicina l’assemblea della BFDI, Biodynamic Federation Demeter International, il nuovo organismo nato dalla fusione dell’Associazione internazionale per l’agricoltura biodinamica e Demeter International, che vede confluire al suo interno tutte le associazioni biodinamiche nazionali e le Demeter di paese; l’assemblea si terrà dal 22 al 25 di giugno prossimi. Si tratta di un momento molto importante per il movimento biodinamico che, secondo gli ultimi dati forniti, comprende 6.396 aziende agricole che coltivano, seguendo i disciplinari Demeter, più di 208.000 ettari in 62 paesi del mondo. A questi agricoltori vanno aggiunte le 875 aziende di trasformazione e i 502 distributori.

L’assemblea doveva svolgersi in Cile, ma a causa dell’emergenza COVID-19 i lavori si svolgeranno on line. Ogni Paese ha diritto ad un voto e quindi, insieme all’Associazione per l’agricoltura biodinamica, abbiamo individuato come rappresentante per l’Italia Enrico Zagnoli. Io ed altri consiglieri saremo comunque impegnati personalmente, insieme al direttore Demeter Giovanni Buccheri e a Giovanni Legittimo della segreteria tecnica, in una serie di incontri collaterali su varie tematiche che vanno dal marketing, all’etichettatura, dagli standard alla presenza degli animali, solo per citarne alcuni. I risultati di questi incontri saranno riportati nella Assemblea vera e propria durante la quale saranno anche presentati i membri delle varie commissioni internazionali. Si tratta di commissioni di nuova attivazione costituite in seno al BFDI e sono: la commissione per la difesa del logo (Trademark Committee), la commissione ricerca, consulenza e formazione (ART Committee), la commissione accreditamento (Accreditation Council), la commissione Standard (Standard Committee) e la commissione lobby e relazioni pubbliche (Committee for lobbying and public relations). Negli ultimi mesi abbiamo presentato un candidato per ogni commissione: non sarà facile riuscire a far eleggere i nostri rappresentanti perché il numero di partecipanti ad ogni commissione è basso, si va da 3 a 6 membri, fatta eccezione per la commissione ART che è stata portata a 9 membri, e bisogna tener conto che siamo molti Paesi aventi diritto in tutto il mondo. Noi però confidiamo nell’alto profilo dei nostri candidati e ci auguriamo di riuscire a portare a casa quante più nomine italiane possibili.

Concludo con una punta di orgoglio dicendo che per uno degli incontri preliminari, quello sulla presenza degli animali in azienda, è stato preso come riferimento il modello italiano, avendo noi per primi messo l’obbligatorietà della presenza dei ruminanti per la chiusura del ciclo dell’organismo agricolo. L’associazione Demeter Italia  è quindi tra le più virtuose al mondo e ha tracciato una strada che altri paesi come la Germania, la Svizzera e la stessa Demeter International hanno deciso di seguire.

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19 Mag

Le visite ispettive Demeter al tempo del Covid-19

di Giovanni Bucchéri
Direttore Demeter Italia

La fondamentale attività ispettiva di Demeter a fianco dei suoi licenziatari per la tutela dei consumatori sta proseguendo anche in questo periodo così complesso.

Nel rispetto delle norme e dei limiti attualmente in atto, i nostri ottimi tecnici si stanno prodigando per consentire che il percorso di certificazione non subisca eccessivi rallentamenti e ritardi. Là dove possibile, quindi, con l’attiva collaborazione dei nostri agricoltori le visite ispettive vengono effettuate in loco. Una visita de visu permette infatti all’ispettore di cogliere in profondità lo stato in cui si trova l’azienda agricola, e al conduttore, standard di qualità alla mano, una piena consapevolezza di tutti i processi e delle fasi necessari per la qualità Demeter. Una qualità che non solo esprime la bontà intrinseca propria degli alimenti, ma che comprende una pratica agricola in grado di generare impatti positivi su colture, animali, paesaggio e su tutta la Natura in genere.

Sui territori dove invece la normativa non lo permette, l’attività viene condotta in modalità telematica, acquisendo tutte le informazioni utili ad accompagnare una più snella visita in azienda non appena sarà possibile effettuarla. In entrambi i casi, comunque, la conditio sine qua non è che il sub licenziatario abbia già il marchio Demeter.

Nel caso poi sia necessario effettuare dei controlli presso realtà che non sono ancora nel sistema di certificazione, questi vengono necessariamente effettuati in azienda: essendo infatti un sistema così dettagliato, che coinvolge importanti valori etici ed antroposofici, l’inizio del percorso nel sistema di certificazione non può prescindere da un incontro tra persone.

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19 Mag

La potenza del marchio

di Francesca Lucifero
Segreteria Generale Demeter italia

 

“Che lavoro fai?” questa è una delle prime domande che si pongono quando si conoscono persone nuove.

Quando io rispondo “Lavoro alla Demeter”, il 98% delle persone mi chiede cosa sia.

A questo punto provo a riassumere brevemente l’essenza della nostra associazione, e chiedo loro se hanno mai visto su alcune etichette il nostro marchio.

Non a caso lo definisco il nostro marchio, perché Demeter è un marchio collettivo, nato alla fine degli anni 20 dello scorso secolo, che ha la funzione di distinguere le produzioni ottenute con metodo di agricoltura biodinamica, e racchiude al suo interno una fortissima carica comunicativa, partendo innanzitutto dal nome, scelto in omaggio alla Dea greca Demetra che fece dono all’uomo delle tecniche agricole.

Anche i colori ci suggeriscono un’interpretazione simbolica, con l’arancione che rappresenta il processo evolutivo, e la pratica costante della buona volontà, il verde proprio del mondo vegetale, ed il bianco che rimanda alla sfera spirituale.

Purtroppo ad oggi sul mercato italiano i prodotti riportanti il logo Demeter in etichetta non sono molto diffusi, anche perchè il consumatore non ha ancora sviluppato la conoscenza e la consapevolezza di ciò che rappresenta e comunica questo marchio.

Vedere il marchio Demeter su una cassetta di frutta, su un vasetto di passata o su una bottiglia di vino, ci parla non solo di aziende agricole impegnate ad applicare un metodo di agricoltura rispettoso della natura e dei sui ritmi, ma di un’intera filiera che rispetta elevati standard di qualità.

In quest’epoca in cui la desinenza Bio è quasi abusata, e l’esigenza di garanzia è sempre più pressante, il marchio Demeter rappresenta il sigillo finale di un percorso rigoroso, attento, ed ispirato, che coinvolge tutti gli attori della catena produttiva, fino all’ente certificatore.

Il processo di autorizzazione alla stampa delle etichette riportanti i marchi Demeter è scrupolosamente svolto dalla Segreteria Tecnica, che verifica non solo la parte grafica, ovvero che i loghi e le diciture afferenti all’agricoltura biodinamica siano espresse correttamente ed in conformità allo standard di etichettatura Demeter, ma sorveglia anche la tracciabilità del prodotto, in tutte le fasi lavorazione.

Dietro questo piccolo simbolo, ci sono persone che lavorano con passione e dedizione, per offrire un prodotto che contenga al suo interno energie vitali, che possano nutrire il corpo e lo spirito.

Ed oltre al compito di garanti di qualità, ci facciamo promotori di questo marchio, affinchè sempre più persone sappiano riconoscere il logo Demeter e possano apprezzare l’altissimo valore dei prodotti che lo espongono, sia in termini di nutrizione che in termini etici, ambientali ed ideologici.

Mi auguro che un giorno alla mia risposta “lavoro alla Demeter” non debba seguire nessuna spiegazione perché tutti (o quasi) la conoscono.

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