26 Ago

L’assemblea annuale dell’Associazione Demeter Italia (di E. Amico)

Colgo l’occasione di questo editoriale per fare il punto sulle principali notizie emerse durante l’assemblea annuale dei soci Demeter che si è tenuta lo scorso 10 luglio a Roma e durante la quale è stato approvato il bilancio 2020, il rinnovo delle cariche dei revisori dei conti e l’approvazione del bilancio preventivo 2021. Per quanto riguarda il bilancio consuntivo anche quest’anno abbiamo chiuso in utile e la situazione economico finanziaria della nostra associazione è solida. È stato riconfermato il collegio dei revisori dei conti uscente. Luca Musiari, Remo Azzolini e Paolo Patterlini sono i professionisti che ci seguiranno anche nel prossimo triennio.

L’Assemblea è stata l’occasione per ripercorrere le principali attività portate avanti nel 2020. La prima significativa novità è l’assunzione di Roberta Superchi come dipendente amministrativa. L’assunzione di Roberta, insieme all’implementazione di nuovo software che consentirà di avere una tracciabilità delle produzioni centralizzata tra tutte le Demeter di paese che aderiranno al progetto, porterà un miglioramento dell’efficienza del nostro ufficio. È stato predisposto l’accordo commerciale per la Gdo, al fine di tutelare il marchio nella grande distribuzione organizzata e per valorizzare al meglio le produzioni dei soci. Abbiamo implementato un piano di comunicazione a carattere nazionale che ha visto per la prima volta l’affermarsi del nostro marchio sulle principali testate giornalistiche con l’obiettivo di creare nuovi mercati ma anche di far percepire al consumatore che noi siamo “la biodinamica”.

Tutto questo grazie all’impegno del CdA, che si è riunito una o due volte al mese, in presenza o a distanza, e che ha garantito un costante aggiornamento dei Consiglieri e maggiore fluidità alle attività dell’ufficio.

Proseguirà il nostro impegno per un percorso condiviso tra Demeter e Associazione Biodinamica per rafforzare il movimento biodinamico italiano e proteggerlo dagli attacchi che si sono intensificati negli ultimi mesi in occasione della discussione sulla nuova legge per il Biologico. A tale scopo nel bilancio previsionale sono state previste maggiori risorse da destinare alla tutela del marchio tramite consulenti ed avvocati.

Dalla stretta collaborazione tra DAI e ASBD è stato realizzato un corso per aziende già certificate Demeter (o in iter), composto da una parte teorica su piattaforma on-line ed una parte pratica con stage presso aziende certificate Demeter. Obiettivo del corso, che ha avuto un ottimo riscontro di partecipanti, era di implementare ed approfondire la preparazione delle aziende già sub-licenziatarie, offrendo un percorso formativo atto al miglioramento della qualità applicativa del metodo biodinamico. Inoltre è stato realizzato un corso di formazione per nuovi tecnici ispettori che, grazie al numero elevato di partecipanti e alle loro competenze acquisite, ci consentirà di aumentare di diverse decine di unità il numero di tecnici ispettori Demeter che potranno, per nostro conto, visionare le aziende.

Come ricorderete quest’anno l’assemblea internazionale di BFDI (Federazione Biodinamica Demeter International) si è svolta su piattaforma digitale a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria mondiale e Demeter Italia ha partecipato attivamente ai lavori assembleari rappresentata da Giovanni Buccheri ed Enrico Zagnoli. Sempre in ambito internazionale, un altro importante e prestigioso obiettivo raggiunto è stata l’elezione di altri due rappresentanti italiani all’interno dei comitati della BFDI: Carlo Gaudiano nel comitato marketing e Giovanni Buccheri nel comitato Lobby and pubblic relation. Anche la decisione di iscriversi ad IFOAM EU è nata per rafforzare l’interazione internazionale volta a dare un maggiore peso alle nostre associazioni.

In prospettiva stiamo anche lavorando al progetto delle comunità biodinamiche che saranno la voce sul territorio di aziende che si incontreranno per scambiarsi esperienze e conoscenze e al nuovo sistema tariffario che terrà conto dello sviluppo che la Demeter sta avendo in questi anni come numero di soci e sub-licenziatari, avendo un occhio di riguardo per i piccoli produttori.

Ultimo ma non meno importante obiettivo è quello di acquistare un immobile dotato di spazi idonei per la nostra sede. Vorremmo creare un “polo della biodinamica”, in piena sintonia con la Associazione Biodinamica e, possibilmente, con un terreno circostante che permetta sperimentazioni biodinamiche in campo. Una nuova sede che rappresenti al meglio la natura della nostra essenza.

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24 Ago

Introdurre gli animali nelle aziende specializzate: l’esperienza dell’azienda Andreano Antonio, Foggia.

In merito al tema della presenza degli animali, obbligatoria secondo quanto riportato negli Standard Demeter, abbiamo intervistato Tommaso Pio Andreano dell’azienda agricola Andreano Antonio di Foggia.

La vostra è un’azienda giovane, ci racconti la sua genesi?

L’attività nasce nel 2010 su impulso mio e di mio fratello Antonio continuando la tradizione di famiglia. Abbiamo cominciato su una superficie di circa 25 ettari da subito coltivati secondo il metodo biologico. All’inizio non avevamo magazzino, poi tra il 2016 e il 2017 abbiamo acquisito un piccolo spazio per la lavorazione delle nostre produzioni che sono soprattutto orticole estive e invernali destinate in gran parte all’estero, alla Germania in primis. Nelle rotazioni coltiviamo prevalentemente grano duro e cece. Nel corso di questi anni l’azienda è ulteriormente cresciuta, pur rimanendo medio-piccola nel contesto del territorio, vocato per la produzione ortiva soprattutto a carattere intensivo di aziende che arrivano a superfici di centinaia di ettari. Oggi con la nostra famiglia collaborano una quindicina di persone, e l’azienda si estende su sessanta ettari con locali per il condizionamento dove gestiamo in gran parte cavolfiore, broccolo, sedano, bieta in inverno e anguria, datterino e zucchina in periodo estivo.

Come è nato il vostro rapporto con la biodinamica?

Nel 2014 fornivamo a Ecor grano duro e pomodoro da industria che abbiamo iniziato a condurre in biodinamico. Abbiamo così iniziato a sperimentare, e abbiamo seguito i primi i corsi di agricoltura biodinamica alle Cascine Orsine: da lì ci si è aperto un mondo. Se fino ad allora, infatti, l’azienda era vissuta come uno strumento da reddito, da quel momento si è rivoluzionato tutto, nel senso che abbiamo iniziato a vivere l’azienda come un’individualità, quasi come una parte di noi stessi. Non approcciandola più solo per produrre e vendere, ma anche sentendola come un’entità in se stessa, vivendone le tensioni, i drammi. E’ da questo vissuto che è scattata la scintilla vera e propria nei confronti dell’agricoltura biodinamica. Abbiamo quindi cercato di capire se la biodinamica potesse funzionare nel nostro contesto e per le nostre dimensioni, modeste soprattutto in confronto ai nostri vicini. In effetti le sfide sono state molte, a partire dalla diversità () delle nostre produzioni agricole rispetto alle monocolture circostanti. Ci siamo appassionati, frequentando numerosi corsi specifici di biodinamica di primo livello e superiori, seminari di approfondimento, visite ad aziende biodinamiche, occasioni in cui ci hanno colpito la calma, il benessere interiore dei contadini biodinamici anche quando parlavano dei loro problemi aziendali, evidenziando così un rapporto diverso con l’azienda agricola.

Come siete arrivati al Demeter e agli animali?

Il percorso nella biodinamica è stato molto difficile, anche perché per le brassiche si devono usare sementi CSM free che sono varietà molto difficili da produrre, ed esteticamente molto diverse anche da quelle del biologico e dagli standard di qualità imposti dalla distribuzione organizzata, sono importanti quindi dei clienti/consumatori che valorizzino ed apprezzino questi sforzi. Con la distribuzione dei preparati, con i cumuli e l’applicazione in generale del metodo biodinamico è iniziata una produzione i cui frutti godono anche delle buone condizioni pedoclimatiche del nostro territorio. Oggi, dopo quattro-cinque anni di prove e di attività in biodinamica, riconosco che le produzioni hanno proprietà organolettiche superiori rispetto a quelle ottenute in passato con metodo biologico oltre che personalmente anche in termini quantitativi.

L’azienda è Demeter da aprile 2021, dopo quattro anni di iter di tutoraggio in cui i punti critici segnalati dai tutor sono serviti moltissimo ad un ulteriore perfezionamento dell’azienda, proprio per valorizzarne meglio ancora i principi biodinamici. Nel 2017 il tutor ci ha segnalato la mancanza della presenza degli animali. Quindi abbiamo deciso di mettere un gregge, in accordo con nostro padre e per via delle tradizioni legate alla transumanza: infatti a qualche chilometro dall’azienda esiste ancora il luogo dove si faceva la conta delle pecore in entrata e in uscita dall’Abruzzo. Abbiamo così acquistato trenta capi di Gentile di Puglia che produce ottima lana e latte. Inizialmente in effetti non sapevamo bene come gestirle, l’azienda nasceva ad indirizzo orticolo. Nostro padre ci ha dato una mano, e per diverso tempo abbiamo anche ospitato in azienda un anziano pastore che ci diceva che, per capire come e cosa fare con gli animali, bisogna parlarci, occorre “sentirli” quasi come se fossero degli esseri umani. Produciamo molti scarti di lavorazione di vegetali che, oltre al fieno e ad altri cereali, vengono dati alle pecore. Il gregge stabula liberamente in un ettaro, dove c’è un ricovero per loro, e pascola su tutti i campi dell’azienda dove è terminata la raccolta così da concimare i terreni. Oggi i capi da trenta sono diventati centoquaranta, il gregge ha quindi una gestione più impegnativa, ma è veramente l’arma in più: non abbiamo scarti vegetali da dover smaltire, il terreno è sempre letamato, le pecore fanno da trinciatore. L’impegno in effetti è tanto, ma se ascolti bene gli animali capisci che hanno un’anima: trasmettono pace e benessere, sono essenziali per l’attività agricola.

Le pecore sono funzionali anche allo sviluppo di prodotti lattiero-caseari?

Questa razza autoctona è anche ottima produttrice di latte da cui si fa li canestrato pugliese, un tipo di pecorino. Al momento dell’acquisto del gregge abbiamo proprio valutato anche questo aspetto. Infatti, da luglio 2020 abbiamo iniziato le prove di caseificazione: il formaggio ha un sapore molto marcato e viene stagionato solo per due, tre mesi con la particolarità che, come da tradizione, lo ungiamo con foglie di olivo immerse in olio extra vergine di oliva dell’azienda. Vorremmo ottenere un prodotto locale legato alla tipicità della nostra azienda, in cui non vi è l’apporto di mangimi esterni ma che invece è caratterizzata dalla straordinaria autosufficienza alimentare degli ovini che pascolano sui nostri terreni.

Gli standard Demeter aiutano il benessere animale? Hai qualche suggerimento per chi deve introdurre gli animali?

Diciamo che se in generale è pratica diffusa allontanare gli agnelli dalle madri dopo qualche giorno, da noi continuano a crescere e a vivere con le procreatrici. A livello di benessere animale gli standard Demeter sono restrittivi, ma grazie a questo si riflette molto bene su tutta l’azienda la qualità della vita degli animali: se gli animali stanno bene, stanno bene anche tutto l’organismo aziendale e le persone. Per chi deve introdurre gli animali mi sento di dire che è un percorso senz’altro da fare perché è negli standard, ma che allo stesso tempo occorre mettere da parte lo scetticismo iniziale per favorire la vitalità e il rapporto più ricco che, grazie agli animali, si instaura con tutta l’azienda. Certo, sono necessarie attenzioni, ma gli animali si inseriscono in un rapporto che, se all’inizio è uno standard, poi diventa un punto fondamentale della vita dell’organismo agricolo. Occorre superare la difficoltà iniziale soprattutto per le aziende che non sono zootecniche, ma posso affermare che, secondo la nostra esperienza, con tanta buona volontà dopo soli due anni abbiamo superato lo scetticismo inziale dovuto al dover imparare un rapporto con altri esseri viventi. Ne è nato un rapporto simbiotico, oggi gli animali sono a tutti gli effetti parte integrante dell’azienda.

Intervista di Giovanni Bucchéri

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30 Giu

Editoriale congiunto dei Consiglio Associazione Biodinamica e Consiglio Demeter Italia

Cari associati e amici 

Continuano gli attacchi sui media all’agricoltura biodinamica e in questo momento così particolare abbiamo deciso di parlare con un’unica voce, Associazione biodinamica e Demeter insieme.

È chiaro ormai a tutti noi che l’attacco che stiamo subendo è strumentale. Gli interessi che si nascondono dietro le poche ma rumorose firme sono di tipo economico e il tentativo di estromettere la biodinamica dalla Legge sul Bio in approvazione ora alla Camera cela l’intento di screditare tutto il settore del biologico. 

In molti ci avete chiesto perché non ci fossero stati degli articoli in contrattacco da parte delle nostre associazioni. Ebbene, le testate che hanno pubblicato gli articoli diffamatori non ci hanno concesso lo spazio di replica. Quindi lanciamo un appello a tutte le aziende di aiutarci ad essere più visibili e presenti sui media coordinando le azioni di comunicazione con le due associazioni.

È anche vero che in molti, tra cui alcune delle più importanti associazioni del settore agricolo, come Coldiretti, Federbio, Slow Food e Aiab, si sono schierate dalla nostra parte e con la nostra newsletter abbiamo deciso, già dallo scorso numero, di collezionare tutti gli articoli usciti in nostro favore. Vi consigliamo di leggerli perché ce ne sono alcuni che rendono giustizia al nostro modo di fare agricoltura. Un’agricoltura sana, rispettosa degli ecosistemi, sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Un’agricoltura, quella biodinamica, che in Europa considerano la frontiera più virtuosa dell’agroecologia.

Dobbiamo continuare ad essere fieri della nostra scelta e andare avanti per la nostra strada, come abbiamo sempre fatto. 

E dobbiamo farlo uniti.

Consiglio Associazione per l’agricoltura biodinamica e
Consiglio Associazione Demeter Italia 

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30 Giu

I pulcini col becco di Fidora Wines

Si avvicina il termine per l’inserimento obbligatorio degli animali nelle aziende certificate Demeter con una estensione maggiore di 5 ettari e, proprio a questo proposito, abbiamo intervistato Emilio Fidora dell’azienda agricola Fidora Wines di Cona, in provincia di Venezia.

Siete una azienda biologica con una lunga storia, visto che la svolta bio è avvenuta già nel 1974. Qual è stato in questi anni il vostro rapporto con gli animali?

Abbiamo sempre avuto animali in azienda. I cavalli ci sono sempre stati e, per un periodo, abbiamo avuto un allevamento produttivo per carne che, qui in Veneto e specialmente nella zona Padova, è un cibo tradizionale molto apprezzato. In passato abbiamo avuto anche greggi di capre e pecore. E poi i bovini. Per noi gli animali devono avere le cure e gli spazi adeguati e ad un certo punto della nostra storia aziendale abbiamo dovuto ridurre i nostri animali per dedicarci alla viticoltura. Ma oggi che tutti gli investimenti in cantina e nelle vigne sono stati fatti abbiamo deciso di impegnarci nuovamente nell’allevamento. Attualmente abbiamo 6 cavalli, una 30ina di bovini, 3.000 galline ovaiole e 100 galli.

L’investimento sull’allevamento avicolo è recente, ce ne può parlare?

Questo investimento è stata la grossa novità di quest’anno. Il 5 gennaio sono arrivati in azienda 3.000 pulcini di 1 giorno. Demeter permetterebbe l’acquisto di pollastre bio, ma è praticamente impossibile reperirle sul mercato. Le poche che si trovano sono sbeccate, visto che questa pratica viene fatta dagli allevatori quando sono ancora piccole e il disciplinare Demeter non lo ammette. Avremmo potute acquistarle in deroga al disciplinare, ma visto che era un nuovo progetto abbiamo deciso di fare tutto per bene. Abbiamo acquistato i pulcini dalla pulcinaia prima che fosse loro praticata la sbeccatura e li abbiamo curati fino a che, intorno alla sedicesima settimana, non sono diventati produttivi. È stato impegnativo, perché è molto più facile comprare le pollastre che sono già pronte per deporre.

Quanto spazio hanno le vostre galline?

Appena sono state pronte per deporre le abbiamo spostate in un altro capannone che è stato calibrato per ospitare 9.000 galline in conformità a quanto prescritto dal disciplinare Demeter. Nello stesso spazio un avicoltore convenzionale ne farebbe entrate 90.000. Oltre allo spazio all’interno le nostre galline possono uscire ed hanno a disposizione un ettaro e mezzo per razzolare. È un’area in cui ci sono zone di prato, di bosco e siepi e di vigneto.

Che sinergie ci sono tra questo tipo di allevamento e l’azienda agricola?

È un ciclo chiuso. Produciamo internamente i seminativi che vengono utilizzati per l’alimentazione di tutti i nostri animali e, per quanto riguarda le deiezioni delle galline, le lasciamo prima maturare in una concimaia per poi essere messe nei cumuli dove facciamo il compost biodinamico, mescolandola con le potature degli alberi e con il letame equino e bovino.

E le uova che vendete sono certificate Demeter?

Si, le vendiamo attraverso il circuito Naturasì e sono uova biodinamiche. In Italia non se ne trovano molte. Alcuni paesi europei come la Svizzera, la Germania e l’Olanda le producono, ma ce ne sono altri come la Francia che non ha avicoltori biodinamici.

Quando vi siete certificati Demeter?

Come azienda ci siamo certificati nel 2020. Siamo molto attenti nell’applicazione del metodo tanto da produrre internamente quasi tutti i preparati biodinamici, anche quelli da cumulo. La pratica della biodinamica per noi ha rappresentato uno sbocco naturale e la strada che stiamo percorrendo va verso la realizzazione dell’individualità agricola a ciclo chiuso, in cui crediamo molto.

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01 Giu

Biodinamica in prima pagina (di E. Amico)

Uno tsunami ha investito il mondo della biodinamica italiana. Negli ultimi giorni sono usciti molti articoli sulla biodinamica e questo editoriale mi permette di rifletterci insieme a voi. Per prima cosa, a nome dell’Associazione Demeter Italia ci tengo a ringraziare i nostri Senatori che sono stati coesi e lungimiranti nell’approvare e sostenere una legge che permetterà all’agricoltura tutta di compiere quei passi tanto attesi verso una reale transizione ecologica. E sono stupito di come i media possano dare credito ad una sola oppositrice, la senatrice Cattaneo che, da sola, ha votato contro il volere di un senato unito…Media che, peraltro, non danno a noi biodinamici alcuno spazio di replica.

La biodinamica è diventata un bersaglio, un nemico da screditare. Il pretesto è contrastare la legge di prossima adozione sul biologico che afferma che ciò che vale per il biologico vale anche per il biodinamico. E questo è ovvio, visto che tutte le aziende biodinamiche sono anzitutto certificate biologiche. Chi ci attacca è in genere un sostenitore della chimica e degli ogm in agricoltura. Noi dimostriamo sul mercato e sul campo che un’agricoltura realmente sostenibile è possibile. Criticano Demeter di non avere un bilancio pubblico. Eppure il nostro bilancio annuale è approvato da 270 soci e se il giornalista ce lo avesse chiesto non avremmo avuto problema a fornirglielo. Noi non abbiamo niente da nascondere e, quanto dovuto, è regolarmente pagato allo stato italiano. Gli introiti legati alla certificazione vengono investiti in azioni di formazione, ricerca, marketing e azioni di comunicazione a favore del metodo biodinamico e della qualità alimentare dei nostri prodotti. Nel nostro statuto è prevista anche la presenza, tra i soci  sostenitori, di rappresentanti delle principali associazioni di consumatori a tutela di chi i nostri prodotti li acquista e li consuma. E a chi critica la destinazione di fondi pubblici a favore delle aziende biodinamiche va detto che noi già percepiamo quei fondi, proprio perché aziende certificate biologiche.

Questi articoli non sono solo imprecisi, ma sono anche molto superficiali e diffamatori e mancano di una seria ricerca delle fonti. Per esempio, si confonde l’Associazione per l’agricoltura biodinamica con l’Apab, lo storico Istituto di formazione di Firenze. Su questo errore si afferma che Carlo Triarico sia socio fondatore dell’Associazione Biodinamica, cosa impossibile visto che l’Associazione è stata fondata nel 1947 – prima associazione italiana ad avere in oggetto la tutela del paesaggio – e Carlo in quella data non era certo nato!

La nostra produzione è pulita e si sviluppa attraverso un’economia circolare che valorizza fertilità del suolo e biodiversità. Abbiamo successo sul mercato tanto che la domanda di prodotti biodinamici supera l’offerta e presto i nostri prodotti certificati Demeter saranno sugli scaffali dei supermercati.

Che l’attacco arrivi dalla Senatrice Cattaneo o dalle pagine internet di testate giornalistiche poco conta. Noi continuiamo per la nostra strada di crescita e di miglioramento, uniti più che mai.

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25 Apr

Il Contratto Demeter per la Grande Distribuzione Organizzata di Enrico Amico

È di questi giorni il raggiungimento di un altro obiettivo che il Consiglio Demeter si era dato. Siamo giunti alla definizione di un Contratto per la Grande Distribuzione Organizzata grazie al lavoro, durato più di un anno, di una commissione presieduta da Antonino Anastasi e composta da altri due consiglieri, Antonino Petralia e Dino Mellano, coadiuvati da alcuni tecnici. È la prima volta che Demeter si dota di uno strumento di questo tipo ma abbiamo ritenuto che fosse necessario essere preparati alla apertura del mercato della Grande Distribuzione Organizzata, soprattutto ora che anche i distributori italiani stanno iniziando a valutare di inserire i nostri prodotti all’interno dei loro punti vendita, come già accade all’estero.  Aprirsi alla grande distribuzione è un passo importante e strategico soprattutto ora che stanno aumentando le aziende certificate e, di conseguenza, l’offerta di prodotti Demeter sul mercato.

Il Contratto che è stato predisposto ha un particolare valore. Non tiene conto solamente della questione commerciale ma spinge verso una forte collaborazione e una sinergia di intenti tra la grande distribuzione organizzata e i produttori biodinamici. In pratica con questo Contratto Demeter chiede alla grande distribuzione che, da una parte, sia riconosciuto un equo prezzo e un equo trattamento ai produttori biodinamici e, dall’altra, pone degli obiettivi comuni che riguardano azioni di comunicazione e promozione. Tra questi quello di dare la massima visibilità presso i consumatori del fatto che i nostri prodotti biodinamici sono presenti nelle catene di supermercati che firmeranno il contratto e attivare l’opportuna formazione in modo che il personale addetto alla vendita sia consapevole di cosa sia un prodotto biodinamico. Inoltre il Contratto richiede che i prodotti biodinamici siano ben rappresentati sugli scaffali con almeno una referenza biodinamica per ogni referenza biologica, laddove possibile, con l’obiettivo di proporre ai clienti un paniere completo di prodotti.

Lo scopo è, e rimane, quello di portare dei vantaggi al produttore a marchio Demeter e, visto che nostri prodotti sono prodotti premium, vogliamo con il nostro Contratto garantire un corretto trattamento delle aziende agricole evitando di dover sottostare al potere della GDO. Chi vuole vendere il prodotto biodinamico deve sottoscrivere il nostro Contratto che regola le forniture partendo dal presupposto che le parti siano legate da una partnership. E con questo Contratto crediamo che si possa iniziare questa nuova collaborazione con il passo giusto.

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21 Mar

Corso avanzato di agricoltura biodinamica

Il corso avanzato di Agricoltura Biodinamica organizzato da Demeter e dalla Associazione per l’agricoltura biodinamica partirà il prossimo 15 aprile e si concluderà alla fine di maggio.

Il corso prevede 100 ore suddivise tra didattica a distanza e incontri in presenza e, in particolare, ci saranno 5 incontri on line di 4 ore che si terranno nei giorni 15, 22, 29 aprile e 6 e 13 maggio e 2 percorsi pratici di 40 ore ciascuno che si terranno nel mese di maggio, dal giovedì alla domenica, con visite in azienda nel nord e nel sud Italia. I percorsi pratici prevedono una azienda come base, anche per il soggiorno, e poi la visita ad altre aziende vicine al fine di poter avere una panoramica completa sulle diverse attività agricole.

Obiettivo del corso è il miglioramento della gestione dell’azienda agricola biodinamica e per questo si rivolge alle aziende che già attuano il metodo e che vogliono acquisire competenze sempre più specifiche sia nell’ambito della diversificazione, per inserire nuove produzioni o allevamenti, sia nell’ambito di una ulteriore professionalizzazione per le coltivazioni già in atto nella propria azienda.

Sono quindi destinatari del corso gli agricoltori di aziende certificate Demeter o che hanno già le basi dell’agricoltura biodinamica.

Il prezzo per la partecipazione al corso è di 800,00 Euro + iva per le aziende già certificate, 1.000,00 Euro + iva per le aziende in Iter e 1.500,00 Euro + iva per le altre aziende. Le quote sono comprensive di vitto e alloggio.

Per informazioni: info@biodinamica.org

Gli interessati possono compilare la scheda che segue.

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21 Mar

Un corso avanzato per gli agricoltori biodinamici (di Enrico Amico)

È con piacere che in questo editoriale vi presento un corso che credo possa interessare molti di voi.  Si tratta del Corso avanzato di agricoltura biodinamica organizzato da Demeter Italia e dall’Associazione per l’agricoltura biodinamica, corso che si rivolge alle aziende già certificate Demeter o che già hanno le basi di biodinamica e che rappresenta una opportunità per approfondire le vostre conoscenze ma anche per formare e far crescere alcuni dei vostri collaboratori.

La situazione dovuta alla pandemia Covid-19 ci obbliga a studiare modalità di svolgimento del corso differenti da quelle a cui eravamo abituati. Per questo le lezioni, che inizieranno il 15 aprile e termineranno nel mese di maggio, saranno realizzate con didattica a distanza a cui si affiancheranno 2 percorsi pratici che verranno fatti in presenza presso aziende del nord e del sud Italia.

Il percorso formativo è stato studiato in stretta collaborazione con l’Associazione per l’agricoltura biodinamica per aiutare le aziende agricole a migliorare la qualità applicativa del metodo biodinamico e quindi la qualità biodinamica in senso generale. Sarà un corso molto pratico attraverso il quale si vuole dare alle persone che lo frequenteranno input concreti su come, per esempio, eseguire le lavorazioni del terreno, la formazione del cumulo biodinamico, l’osservazione delle piante per la difesa, la concimazione più corretta per le proprie esigenze. E ancora il tipo di strumenti e di mezzi meccanici da utilizzare per salvaguardare la struttura del suolo e conservarla nel tempo. Senza dimenticare tutte le informazioni relative, per esempio, alla commercializzazione dei prodotti e a come muoversi per far conoscere le proprie produzioni ai potenziali clienti.  

Spero che molti di voi colgano questa occasione perché il miglioramento continuo nell’applicazione del metodo biodinamico è quello che ci rende forti e virtuosi nell’ampio panorama del settore agricolo e che oggi, dopo un secolo di applicazione pratica, ci permette di essere sul gradino più alto dell’agroecologia, indicati dalle istituzioni internazionali come modello di riferimento a cui tendere.

Per informazioni: info@biodinamica.org

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07 Dic

A B/open l’Agricoltura Biodinamica per il Green Deal Europeo

Si è tenuto lo scorso 23 novembre l’evento virtuale Agricoltura Biodinamica per il Green Deal Europeo organizzato da Demeter Italia in seno alla manifestazione B/Open, la nuova iniziativa di Veronafiere rivolta agli operatori del biologico italiani ed esteri che si è svolta dal 23 al 24 novembre scorsi.

Il webinar è stato introdotto e moderato da Carlo Triarico, Presidente Associazione Italiana per l’Agricoltura biodinamica, che ha illustrato come il mondo dell’agricoltura sia di fronte a grandi cambiamenti che anche la politica europea ha ormai registrato come necessari. Secondo Triarico l’agricoltura italiana non può rimanere indietro ma deve affrontare un cambio di passo in senso ecologico e sostenibile: “L’Italia è il paese della grande diversificazione e della grande agri-biodiversità delle produzioni di qualità. Non può certo competere in termini quantitativi ma è in grado di competere in termini qualitativi e, rispetto al Green Deal europeo, potrebbe essere particolarmente avvantaggiata. Questo però solo se saprà guidare l’intero sistema Paese non dimenticandosi degli ultimi, gli agricoltori meno scolarizzati, quelli meno tecnologici, quelli che ogni giorno rischiano di chiudere”. Triarico aggiunge che il mondo agricolo biodinamico è molto efficiente e innovativo e può diventare un modello virtuoso per tutti gli altri. Infatti gli strumenti principali contenuti nelle strategie Farm to Fork e Biodiversità dell’Unione Europea sono già ampiamente praticati dalle aziende biodinamiche. Le aziende agricole biodinamiche offrono produzioni di pregio che interessano i mercati più ricchi e sono i primi esportatori al mondo. “Un primato che questo Paese raggiunge grazie ai suoi imprenditori e nonostante il debito di ricerca, di formazione e di interventi in termini di politiche pubbliche che il settore registra storicamente”. E conclude “I biodinamici sono disponibili a mettere a disposizione del Paese le loro competenze e le loro aziende per trovare insieme le modalità migliori per la transizione all’agroecologia”.

Interviene poi Eduardo Cuoco Direttore Ifoam Organics Europe che racconta come da 17 anni Ifoam sia attiva a Bruxelles con un ufficio che lavora per proteggere gli interessi del comparto del biologico attraverso il presidio su normative, regolamenti e strategie europee. Ifoam Organics Europe si impegna anche a rafforzare il biologico attraverso la ricerca e l’innovazione per una migliore competitività e per aiutare il movimento biologico a consolidarsi negli Stati membri. Cuoco ricorda che il Green Deal è un programma che vuole trasformare le strategie di tutte le imprese e le abitudini di tutti i cittadini europei per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e come, in questo programma, ci sia un forte riconoscimento del biologico. “Nella Farm to Fork la Commissione indica il biologico come volano per guidare la transizione. Il biologico oggi assume una nuova declinazione: da modello produttivo diventa uno strumento politico per raggiungere obiettivi ambiziosi. Ifoam ha lavorato fortemente per ottenere questo riconoscimento politico e sta lavorando affinché il biologico venga dotato di strumenti in grado di supportare questa crescita. Raggiungere il 25% di superficie agricola biologica in Europa è una sfida per la quale abbiamo bisogno di strumenti sia politici che di mercato”. Tra le aree fondamentali su cui intervenire Cuoco ne individua tre prioritarie: stimolare la domanda complessiva, dotando il biologico di un mercato che possa assorbire l’offerta triplicata senza andare a incidere sulla marginalità delle filiere produttive; attrarre nuovi imprenditori nel comparto dotandoli di strumenti tali da permettere un’ottimale gestione della loro impresa; migliorare le competenze attraverso ricerca e innovazione.

La parola passa a Enrico Amico, Presidente Demeter Associazione Italia che racconta brevemente la storia di Demeter che nasce, insieme all’agricoltura biodinamica, quasi un secolo fa. “Oggi anche in Europa si sono resi conto che ci vuole una nuova agricoltura e l’agricoltura biodinamica può rappresentare l’esempio virtuoso da seguire”. Amico racconta di aver partecipato con un suo intervento al cospetto dei Commissari europei alla presentazione delle due strategie, la Farm To Fork e Biodiversity. “Mi è stato chiesto di raccontare il modello agricolo biodinamico, modello che incarna quelli che sono gli obiettivi che la Commissione si è data con queste due strategie: diminuzione degli input produttivi attraverso la diminuzione dei fitofarmaci, dei concimi di sintesi e degli antibiotici nelle stalle e un aumento delle superfici coltivate a biologico. Tutte cose che i biodinamici fanno da anni”. Ma non solo, i biodinamici, che già destinano il 10% della superficie alla biodiversità come richiesto dalla strategia Biodiversity, con i nuovi standard di Demeter International prevedono addirittura che questo valore venga aumentato al 20% per i sistemi produttivi più intensivi, come per esempio quelli delle coltivazioni in serra. “È importante che il nostro modello agricolo sia preso in forte considerazione perché non solo è un modello che va verso la direzione voluta dall’Unione europea ma è anche un modello richiesto dal mercato. Le produzioni agricole biodinamiche a marchio Demeter sono oggi richieste anche dalla grande distribuzione moderna europea” conclude Amico.

L’intervento successivo è quello di Francesco Giardina, di Coldiretti Ambiente, che sottolinea in apertura l’impegno della sua organizzazione a collaborare con il mondo della biodinamica. “Il settore del biologico sta entrando sempre di più nel sistema agroalimentare nazionale e lo sta facendo con degli ottimi risultati. Non è più il tempo degli interventi bandiera ma siamo invece in una fase in cui bisogna porre molta attenzione visto che abbiamo tante partite aperte su più fronti. Da una parte c’è la PAC e dall’altra le modifiche al Regolamento sul biologico e la sua regolamentazione secondaria. Per esempio, sulla certificazione di gruppo bisognerebbe ragionare in termini di semplificazione”. Giardina esorta quindi i presenti a lavorare insieme e a fare squadra perché è necessario intervenire sui dossier tecnici per evitare che, visto che gli interessi sul biologico stanno diventando sempre più grandi, per colpa di alcuni dettagli tecnici si facciano dei passi indietro.

Il microfono passa ad Alessandra Pesce, Dirigente di Ricerca del CREA che sottolinea l’importanza dell’aspetto economico. “Non bisogna guardare solo ai modelli di consumo, alla domanda, ma è molto importante guardare anche l’offerta e, in particolare, la gestione aziendale che porta all’offerta di prodotti biologici e biodinamici. Gli aspetti occupazionali, per esempio, sono un aspetto che spesso viene trascurato. Noi abbiamo i dati sull’agricoltura biologica in cui si evidenzia un’occupazione aziendale più elevata rispetto all’occupazione nel comparto dell’agricoltura convenzionale. I risultati dei biodinamici saranno altrettanto buoni se non migliori”. Nelle analisi aziendale, continua Pesce, bisogna conteggiare e contabilizzare tutte le esternalità positive che vengono realizzate dalle aziende biologiche e biodinamiche, inclusi tutti gli aspetti gestionali e della produzione. “Credo che questi siano degli elementi importanti da comunicare per migliorare e rafforzare l’offerta”. E conclude sottolineando come la ricerca e l’innovazione debba andare verso la sostenibilità ragionando in termini concreti, offrendo contributi reali sia per gli operatori che per i consumatori e mettendo a punto un sistema che riesca a dare traccia ed elementi di riflessione per il rafforzamento della competitività aziendale.

L’evento si conclude con l’intervento di Filippo Briguglio, dell’Università degli Studi di Bologna, che sottolinea come le nuove generazioni diano sempre maggiore importanza non solo il tema della sicurezza alimentare, premiando quei marchi che sono in grado di certificare le materie prime e che hanno modalità di produzione trasparenti e interattive, ma anche quelle impegnate nell’agroecologia, nella sostenibilità ambientale, nel benessere animale. “L’economia circolare è sempre più presa in considerazione dai giovani che preferiscono quelle aziende che riducono gli sprechi e che hanno un profondo rispetto per la natura e l’ambiente”. In questo contesto di grandi cambiamenti un aspetto molto importante, continua Briguglio, è quello connesso con la tecnologia che porterà a stravolgere completamente il mercato e attraverso la quale le filiere di produzione diventeranno sempre più trasparenti rendendo fruibili al consumatore dati che un tempo erano difficili da ottenere. Sarà quindi necessario creare meccanismi tramite i quali dare valore alla qualità dei prodotti che vengono realizzati attraverso metodi di produzione virtuosi come quello biodinamico e biologico. Metodi che seguono protocolli e regole molto stringenti ma che necessitano oggi di un cambio di passo per cercare di rendere sempre più fruibile al consumatore finale le informazioni sulla qualità dei prodotti. La tecnologia darà anche la possibilità ai piccoli produttori di riuscire ad avere uno sbocco diretto delle vendite, invertendo la tendenza in atto di trasformare il cibo in una commodity.

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07 Dic

La Biodinamica alla Commissione Europea – di Enrico Amico

Demeter ha quasi circa 100 anni di storia. È un’associazione che nasce per volere dei contadini che all’inizio del secolo scorso sentirono la necessità di unirsi per poter affrontare le sfide di un mercato che era pronto a raccogliere prodotti di qualità attraverso un marchio che potesse dare garanzia al consumatore dell’eccellenza dei prodotti. Demeter nasce con l’agricoltura biodinamica e quindi affonda le sue radici molto lontano. Oggi questo è quanto mai attuale. La commissione europea attraverso le strategie la Farm to Fork e Biodiversità ha dato un forte segnale per un cambio dell’attuale modello agricolo. Nei decenni passati a noi agricoltori ci veniva detto che bisognava puntare alla crescita della produzione, delle quantità, degli input produttivi. Oggi invece questo cambia radicalmente. Oggi ci vuole una nuova agricoltura. L’Unione Europea ci dice che dobbiamo aumentare non la crescita in termini quantitativi ma in termini qualitativi. Per fare questo l’Unione Europea cerca di mettere in atto tutta una serie di strategie ed è proprio in questa fase che la biodinamica può dare un forte contributo e può essere da modello per il sistema produttivo nazionale ed europeo.

Due settimane fa ho avuto il piacere di portare la nostra esperienza come produttori biodinamici alla Commissione Europea. Il mio intervento era rivolto ai Commissari in seno alla presentazione, da parte degli stessi, delle due strategie da poco pubblicate: Farm To Fork e Biodiversity.

Il nostro modello agricolo è stato preso come un modello di eccellenza. Le strategie europee richiedono, per esempio, di ridurre l’uso dei concimi di sintesi all’interno delle aziende agricole ed è necessario dire agli agricoltori come fare per poter sostituire questi input al fine di non ridurre le produzioni. Il modello biodinamico può venire in soccorso a questa esigenza. Nelle nostre aziende, infatti è obbligatoria la presenza degli animali che sono importanti proprio perché fonte di letame che ci serve per concimare le coltivazioni. Nelle strategie della Commissione Europea, inoltre, si configura un modello agricolo che non vede più l’azienda fortemente specializzata ma un’azienda agricola che integra le varie fasi della produzione, molto simile al modello biodinamico di organismo agricolo a ciclo chiuso. La strategia sulla biodiversità, inoltre, pone come obiettivo al 2030 che ogni singola azienda agricola dedichi almeno il 10% della superficie alla biodiversità. Per le aziende biodinamiche questo obiettivo è già raggiunto, perché le nostre aziende per essere certificate Demeter devono ottemperare questo requisito.

Tutte queste sono azioni che come agricoltori biodinamici quotidianamente mettiamo in essere per avere un’agricoltura sana, una agricoltura che può diventare il modello per tutto il sistema agro-ecologico non solo nazionale ma europeo.  La nostra esperienza, che ho avuto il piacere di portare all’interno di questa audizione alla Commissione, è stata molto apprezzata ed è stata l’occasione per mettere in evidenza come già ci sono contadini che, adottando questo modello, riescono non solo a soddisfare i requisiti ambientali ma anche a creare reddito. E questa è l’altra faccia della medaglia. La nostra non è un’agricoltura fatta solo per passione o, come alcuni dicono, fatta perché abbiamo tempo e soldi da spendere. Tutt’altro, la nostra agricoltura crea mercato, ha un reddito medio per ettaro molto più alto di quello prodotto dall’agricoltura biologica o convenzionale, e crea un’economia che dà finalmente ai produttori agricoli quella dignità che è la base per poter svolgere un lavoro di qualità. L’agricoltura biodinamica è l’agricoltura del futuro.

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