01 Dic

La squadra della Demeter a Parma di E.Amico

di Enrico Amico

Questo mese voglio cogliere l’occasione di trasmettere a tutti l’importanza che in Demeter riveste l’attività delle persone che lavorano nell’ufficio a Parma. Senza il prezioso aiuto di tutti i collaboratori sarebbe impensabile che Demeter Italia possa esistere. A maggior ragione in questi ultimi anni che stanno registrando una sensibile crescita di operatori interessati al marchio.

Innanzitutto, voglio sottolineare come grazie alla persona di Giovanni Legittimo Demeter Italia abbia sempre operato con rigore e puntualità nel controllo e nella certificazione: dalla nascita della nostra Associazione Giovanni è sempre stato il garante del suo corretto e imparziale funzionamento. La notizia, che molti di voi già conosceranno, è che Giovanni tra un anno andrà in meritata pensione. Guardiamo a questa tappa felici per il suo traguardo, ma anche con un certo sgomento: come faremo senza la sua determinazione e la sua onestà intellettuale? Senz’altro valuteremo forme di collaborazione che permettano a Giovanni, se lo vorrà, di rimanere attivo nell’ambito dell’ufficio, ma è anche vero che abbiamo necessità di trovare una figura che lo affianchi e che poi ne possa prendere il posto come direttore della Segreteria Tecnica. Si tratta di un profilo di alto livello: è necessaria la conoscenza dei regolamenti e delle legislazioni del settore biologico, così come è opportuna l’esperienza in organismi di controllo e certificazione piuttosto che in ambiti regolatori, ma senza tralasciare approfondimenti nei confronti dell’agricoltura biodinamica o della visione del mondo antroposoficamente orientata. Il tutto con la volontà di risiedere nella nostra bellissima Parma. Qualora aveste delle persone da segnalare vi chiedo di scrivermi a presidente@demeter.it

Nel corso del 2022 terminerà il periodo di apprendistato della nostra Marlene Cattaneo che con grande dedizione in questi anni ha imparato a gestire le visite ispettive che arrivano dagli ispettori e dagli organismi di controllo con cui Demeter ha delle convenzioni; e che allo stesso tempo raccoglie le domande di Iter di Tutoraggio per mandarle all’Associazione Biodinamica. La gestione del protocollo in entra e uscita è un’altra attività fondamentale per Demeter che è sotto la sua responsabilità. L’auspicio di tutti noi è che terminato l’apprendistato Marlene abbia intenzione di continuare il cammino insieme.

La Segreteria Tecnica, poi, non potrebbe essere completa senza la fondamentale attività di controllo delle ricette e di approvazione delle etichette, oltre che di gestione dei certificati di partita e di rilascio degli attestati. Francesca Lucifero è colei che con estrema accuratezza, passione e gioia si occupa di questo, nonché della parte operativa relativa alle fiere, senza dimenticare i primi passi di pubblicazioni di post sui social media a cui Demeter Italia si sta dedicando in modo più strutturato.

La componente amministrativa e contabile si è arricchita della precisa figura di Roberta Superchi che, da essere consulente esterna, quest’anno è entrata a far parte dell’organico effettivo della squadra: un ruolo fondamentale che ha permesso a Demeter Italia di avere sempre più accortezza nella gestione del conto economico e del bilancio. Attività che senza il contributo conoscitivo e la sensibilità umana di Marina Ferrari sarebbe ben difficile portare avanti: la sua empatia nei confronti dei licenziatari, piuttosto che l’esperienza nella gestione di diritti e quote rappresentano una fonte di ossigeno per tutta l’associazione.

Infine un meritato riconoscimento di stima e professionalità va al nostro Direttore Giovanni Buccheri il quale sin dal suo insediamento ha intrapreso una profonda riorganizzazione degli uffici impostando il lavoro non solo sul rigore e sul metodo ma anche e soprattutto su tanta empatia che mostra nei confronti dei suoi colleghi di ufficio, del consiglio  e di tutto il movimento biodinamico. La sua presenza è , ormai, un punto fermo, un pilastro intorno a cui stiamo costruendo una NUOVA DEMETER   capace di dare risposte sempre più attente, rapide e soddisfacenti ai nostri associati , e, al tempo stesso, capace di  affermarsi, nel panorama agricolo nazionale, come esempio di una  NUOVA AGRICOLTURA.

Per concludere, e nel ringraziare di cuore a nome di tutto il Consiglio il “lavoro” che la squadra di Parma svolge tutti i giorni, auguro a tutti VOI un caloroso e sentito AUGURIO di BUONE FESTE, con la speranza, anzi certezza, che gli sforzi, il lavoro e , non ultimo, l’amore , che quotidianamente, profondiamo nelle nostre aziende, producono benefici  alla nostra amata terra.

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12 Nov

Associazione biodinamica e Demeter all’evento di apertura di B/Open 2021

Il modello dell’agricoltura biologica può rappresentare un paradigma per la sfida della sostenibilità lanciata con il Piano Nazionale di Ripartenza e Resilienza? E quali azioni del PNRR possono favorire la crescita dell’agricoltura “organic”? A queste e altre domande hanno cercato di dare una risposta i partecipanti al convegno di apertura dal titolo “PNRR, filiera agroalimentare sostenibile e biologico: politiche e strategie di sviluppo” che si è tenuto lo scorso 9 novembre a Verona in seno alla manifestazione B/open. Tra i relatori, in rappresentanza del mondo biodinamico, il Presidente di Demeter, Enrico Amico e il Presidente dell’associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Carlo Triarico.

Di seguito una sintesi di quanto è emerso dal dibattito

Stefano Vaccari, Direttore generale CREA, presenta una serie di interessanti dati. Il Bio nel mondo rappresenta il 1,5% di superficie agricola mondiale, in Europa (con Russia) il 3,3%, mentre in Unione Europea l’8%. In Italia, terra degli agricoltori più bravi nelle colture più complesse (ortive e frutticole) ci sono oltre 2,2 milioni di ettari bio. Per raggiungere gli obiettivi Farm to Fork il nostro paese dovrà arrivare a 3,2 milioni ettari di SAU bio, cioè aumentare di 1 milione e cento mila ettari. Oggi il bio italiano si concentra in meridione. Le risorse per innestare il processo di conversione disponibili tramite PNRR sono: 500 milioni per agricoltura di precisione, 1.200 milioni per contratti di filiera ma non ci sono risorse dirette per il biologico. Il PSN invece finanzia direttamente il bio: tra PSR ed ecoschemi il CREA stima che ci saranno circa 450 milioni/anno solo per il biologico. “Oggi il vero ostacolo al bio è il rapporto Stato-Regioni: non sono possibili politiche centralizzate sul tema (Art 5 costituzione) e quindi ogni regione ha le sue politiche sul bio. Sarebbe necessario cambiare la legislazione e sburocratizzare”.

Giuseppe Romano, Presidente AIAB afferma che l’obiettivo del 25% SAU in biologico è relativo alla media europea e che l’Italia dovrebbe porsi l’obiettivo del 30% di SAU bio al 2027. Certamente servirebbero 900 milioni di euro, il doppio di quelli stimati. “Oggi si è esaurita la spinta motivazionale, gli agricoltori devono fare una scelta molto più radicale, è quindi necessaria quindi formazione, consulenza, ricerca, innovazione… Se siamo stati i più bravi dobbiamo continuare a mantenere la leadership”.

Riccardo Cozzo, Presidente ASSOCERTBIO esordisce dicendo che c’è stato un appiattimento nella crescita del biologico in Italia negli ultimi 3 anni per vari motivi: troppa burocrazia (vedi carte delle visite ispettive), aumento dimensione media aziende e uscita dal sistema delle piccole aziende. Nel 2022 avremo il nuovo regolamento comunitario che prevede la certificazione di gruppo per piccoli produttori. “Il biologico oggi è l’unico standard esistente formalizzato di agricoltura sostenibile e il consumatore chiede sempre di più una agricoltura sostenibile ambientalmente. Nei dati dobbiamo tenere in considerazione anche l’agricoltura tradizionale presente in moltissime parti del mondo”

 

Carlo Triarico. Nel Piano d’azione per l’Agricoltura biologica la Commissione Europea ha posto come obiettivo principale di destinare, entro il 2030, il 25% del terreno agricolo all’agricoltura biologica. Per raggiungere questo obiettivo l’Italia dovrà lavorare sia sul mercato interno che su quello estero.

Tra le principali criticità evidenziate la frammentazione normativa in Italia dovuta al fatto che le Regioni hanno Piani di Sviluppo Rurali diversi con modalità diverse per l’erogazione dei fondi. Altra grave criticità riguarda il ritardo nell’approvazione della Legge sul Bio.

Triarico cita una pubblicazione scientifica a cura dell’INRAE, l’Istituto Nazionale per la Ricerca Agronomica francese che ha effettuato una metanalisi dalla quale è emerso come il biodinamico abbia un impatto ecologico migliore rispetto agli altri metodi agricoli. Queste ricerche, di fatto, smentiscono le dicerie che in Italia ostacolano la Biodinamica. “In assenza di dibattito, queste dicerie danneggiano non solo il biodinamico, ma anche le imprese biologiche e il mercato del bio nel suo complesso. La Biodinamica, infatti, applica il biologico in forma più restrittiva e, dai dati a disposizione, emerge come ci siano incrementi nelle rese e nella qualità dei prodotti. La biodinamica realizza alti redditi (13mila Euro/ettaro) anche perché i buyer internazionali cercano il prodotto di alta qualità su cui gli agricoltori biodinamici italiani sono forti e competitivi” conclude Triarico.

Il Sen. Francesco Battistoni, Sottosegretario di Stato del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ribadisce che lo strumento più utile al biologico è la Legge che si augura che a gennaio venga approvata. “Avendo la delega al biologico sono sostenitore della legge. Abbiamo una legge fatta bene, nei tempi e nei modi. Dobbiamo però rivedere il tavolo del biologico in attesa dell’approvazione della legge”.

La superficie a biologico è un obiettivo ma per raggiungerlo è necessario puntare all’incremento del consumo. “Il problema oggi non è trovare i fondi il problema e mettere in atto progetti che intercettano queste risorse. Spendiamo 5 milioni di euro per portare il biologico nelle scuole. È fondamentale andare a stimolare l’aumento della domanda” conclude il Sottosegretario.

Enrico Amico presenta l’Associazione Demeter che, insieme all’Associazione Biodinamica, rappresenta e costituisce il movimento Biodinamico italiano. Demeter è presente in 64 paesi al mondo e in Australia 30% superficie biologica è biodinamica. Demeter è brand molto conosciuto e in Italia le aziende biologiche più mature si sono convertite al Biodinamico. Questo è importante perché il mercato estero continua a richiedere maggior prodotto certificato Demeter. Amico sottolinea come l’agricoltura biodinamica, con i suoi disciplinari già adempia alle richieste dell’Europa per quanto riguarda il 10% dei terreni agricoli destinati alla biodiversità. La biodinamica potrebbe essere presa come modello per trainare verso l’alto tutto il settore biologico.

“Il PNNR ci offre grandi strumenti ma sono critico riguardo agli investimenti destinatati ad una maggiore competitività (come quelli relativi a logistica e trasporti). Già oggi le nostre regioni fanno le corse per non incorrere nel disimpegno automatico. Saremo in grado di raccogliere questi nuovi fondi? Bisognerebbe semplificare la burocrazia, cambiare le regole. Inoltre, il settore agricolo è storicamente poco appetibile per il settore creditizio e questo ci potrebbe penalizzare nella fase di elargizione dei fondi”.

Maria Grazia Mammuccini, Presidente Federbio, sottolinea il ruolo importante che le associazioni del bio svolgono per la crescita del settore. “Siamo in una fase strategica per il bio perché tante aziende agricole possono passare al biologico. Lo sviluppo degli ultimi 10 anni è stato legato al mercato. Siamo leader nel biologico in Europa ma altri paesi crescono molto più velocemente di noi, come la Germania e Francia”. Il mercato italiano vede i consumi crescere più della produzione: cereali e legumi sono i prodotti che importiamo di più nonostante siano prodotti anche nel nostro Paese.

“Dobbiamo puntare al 30% per il 2027, dobbiamo andare oltre gli obiettivi dell’Europa e per fare questo servono assistenza tecnica, ricerca, innovazione e formazione, comunicazione e informazione per incentivare i consumi ma anche digitalizzazione e semplificazione della certificazione”. E conclude “A gennaio entra in vigore il nuovo regolamento europeo del biologico e dobbiamo avere la legge sul Bio approvata”.

Dopo questa prima parte di interventi è seguita una tavola rotonda dal titolo “Orizzonte al 2030: la vision delle Associazioni sindacali” che ha visto come relatori: Luigi Tozzi, Responsabile settore biologico Confagricoltura; Maria Letizia Gardoni, Membro della Giunta Esecutiva Coldiretti e Presidente Coldiretti Marche; Secondo Scanavino, Presidente Cia-Agricoltori Italiani; Franco Verrascina, Presidente Copagri; Francesco Torriani, Coordinatore del settore biologico dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

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10 Nov

Le attività autunnali di Demeter Italia di Enrico Amico

di Enrico Amico

Si sta per concludere il Corso nazionale per tecnici ispettori organizzato da Demeter Italia insieme all’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica con cui prosegue la nostra intensa collaborazione anche sul fronte formativo.

È stato un corso molto articolato e composto da 11 moduli per un totale di 44 ore di formazione a distanza e uno stage di due giornate presso l’Azienda agricola biodinamica La Collina di Reggio Emilia, per dare la possibilità ai partecipanti di mettere in pratica quanto appreso durante il corso.

Il corso ha avuto un ottimo successo di partecipanti e ha coinvolto 21 persone, provenienti da tutta Italia, selezionate sulla base delle loro esperienze pregresse in ambito agricolo. Il nostro obiettivo era quello di formare nuovi tecnici ispettori da inserire nel parco ispettori di Demeter Italia. Durante il corso, quindi, i partecipanti hanno potuto conoscere e approfondire tutti gli aspetti che riguardano l’agricoltura biodinamica certificata con un focus sugli aspetti tecnico applicativi degli standard Demeter in modo da capire a fondo come viene svolta l’attività ispettiva finalizzata all’ottenimento e al mantenimento del marchio Demeter. I docenti del corso sono stati selezionati tra i maggiori esperti di rilievo nazionale nell’ambito dell’applicazione pratica dell’agricoltura biodinamica e della certificazione Demeter. Siamo molto soddisfatti del percorso che hanno intrapreso i partecipanti e siamo certi che potranno essere validi collaboratori della nostra Associazione.

Tra le altre attività che stiamo portando avanti in questo autunno vi segnalo anche la partecipazione di Demeter alla fiera del biologico B/Open a Verona, una importante manifestazione che si propone come la prima fiera in Italia rivolta agli operatori italiani ed esteri del food certificato biologico. Un appuntamento che, come certificatori italiani biodinamici, non potevamo perdere.

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23 Set

Il Corso nazionale per tecnici ispettori Demeter – di Enrico Amico

Il prossimo appuntamento importante che ci vedrà coinvolti come Associazione Demeter Italia è il Corso nazionale per tecnici ispettori. Il corso, organizzato insieme all’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica con cui prosegue la nostra intensa collaborazione anche sul fronte formativo, inizierà il 21 ottobre e terminerà il 14 novembre prossimo. Il corso è articolato in 11 moduli per un totale di 44 ore di formazione a distanza. Al termine del corso ci sarà uno stage di due giornate presso l’Azienda agricola biodinamica La Collina di Reggio Emilia per dare la possibilità ai partecipanti di mettere in pratica quanto appreso durante il corso. L’obiettivo del corso è quello di formare nuovi tecnici ispettori da inserire nel parco ispettori di Demeter Italia. Durante il corso, quindi, i partecipanti potranno conoscere e approfondire tutti gli aspetti che riguardano l’agricoltura biodinamica certificata con un focus sugli aspetti tecnico applicativi degli standard Demeter in modo da capire a fondo come viene svolta l’attività ispettiva finalizzata all’ottenimento e al mantenimento del marchio Demeter. I docenti del corso sono esperti di rilievo nazionale nell’ambito dell’applicazione pratica dell’agricoltura biodinamica e della certificazione Demeter.

Il corso è rivolto a tutte le persone interessate che hanno fatto esperienza in ambito agricolo e sarà data precedenza ai candidati che provengono da Piemonte, Veneto, Puglia, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Calabria, Sicilia ed Emilia Romagna, regioni nelle quali abbiamo più bisogno di nuovi ispettori.

Il corso è a numero chiuso e le candidature sono aperte fino al 10 di ottobre. Invito quindi tutti gli interessati a contattarci e a segnalare questa nostra iniziativa a potenziali candidati. 

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26 Ago

L’assemblea annuale dell’Associazione Demeter Italia (di E. Amico)

Colgo l’occasione di questo editoriale per fare il punto sulle principali notizie emerse durante l’assemblea annuale dei soci Demeter che si è tenuta lo scorso 10 luglio a Roma e durante la quale è stato approvato il bilancio 2020, il rinnovo delle cariche dei revisori dei conti e l’approvazione del bilancio preventivo 2021. Per quanto riguarda il bilancio consuntivo anche quest’anno abbiamo chiuso in utile e la situazione economico finanziaria della nostra associazione è solida. È stato riconfermato il collegio dei revisori dei conti uscente. Luca Musiari, Remo Azzolini e Paolo Patterlini sono i professionisti che ci seguiranno anche nel prossimo triennio.

L’Assemblea è stata l’occasione per ripercorrere le principali attività portate avanti nel 2020. La prima significativa novità è l’assunzione di Roberta Superchi come dipendente amministrativa. L’assunzione di Roberta, insieme all’implementazione di nuovo software che consentirà di avere una tracciabilità delle produzioni centralizzata tra tutte le Demeter di paese che aderiranno al progetto, porterà un miglioramento dell’efficienza del nostro ufficio. È stato predisposto l’accordo commerciale per la Gdo, al fine di tutelare il marchio nella grande distribuzione organizzata e per valorizzare al meglio le produzioni dei soci. Abbiamo implementato un piano di comunicazione a carattere nazionale che ha visto per la prima volta l’affermarsi del nostro marchio sulle principali testate giornalistiche con l’obiettivo di creare nuovi mercati ma anche di far percepire al consumatore che noi siamo “la biodinamica”.

Tutto questo grazie all’impegno del CdA, che si è riunito una o due volte al mese, in presenza o a distanza, e che ha garantito un costante aggiornamento dei Consiglieri e maggiore fluidità alle attività dell’ufficio.

Proseguirà il nostro impegno per un percorso condiviso tra Demeter e Associazione Biodinamica per rafforzare il movimento biodinamico italiano e proteggerlo dagli attacchi che si sono intensificati negli ultimi mesi in occasione della discussione sulla nuova legge per il Biologico. A tale scopo nel bilancio previsionale sono state previste maggiori risorse da destinare alla tutela del marchio tramite consulenti ed avvocati.

Dalla stretta collaborazione tra DAI e ASBD è stato realizzato un corso per aziende già certificate Demeter (o in iter), composto da una parte teorica su piattaforma on-line ed una parte pratica con stage presso aziende certificate Demeter. Obiettivo del corso, che ha avuto un ottimo riscontro di partecipanti, era di implementare ed approfondire la preparazione delle aziende già sub-licenziatarie, offrendo un percorso formativo atto al miglioramento della qualità applicativa del metodo biodinamico. Inoltre è stato realizzato un corso di formazione per nuovi tecnici ispettori che, grazie al numero elevato di partecipanti e alle loro competenze acquisite, ci consentirà di aumentare di diverse decine di unità il numero di tecnici ispettori Demeter che potranno, per nostro conto, visionare le aziende.

Come ricorderete quest’anno l’assemblea internazionale di BFDI (Federazione Biodinamica Demeter International) si è svolta su piattaforma digitale a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria mondiale e Demeter Italia ha partecipato attivamente ai lavori assembleari rappresentata da Giovanni Buccheri ed Enrico Zagnoli. Sempre in ambito internazionale, un altro importante e prestigioso obiettivo raggiunto è stata l’elezione di altri due rappresentanti italiani all’interno dei comitati della BFDI: Carlo Gaudiano nel comitato marketing e Giovanni Buccheri nel comitato Lobby and pubblic relation. Anche la decisione di iscriversi ad IFOAM EU è nata per rafforzare l’interazione internazionale volta a dare un maggiore peso alle nostre associazioni.

In prospettiva stiamo anche lavorando al progetto delle comunità biodinamiche che saranno la voce sul territorio di aziende che si incontreranno per scambiarsi esperienze e conoscenze e al nuovo sistema tariffario che terrà conto dello sviluppo che la Demeter sta avendo in questi anni come numero di soci e sub-licenziatari, avendo un occhio di riguardo per i piccoli produttori.

Ultimo ma non meno importante obiettivo è quello di acquistare un immobile dotato di spazi idonei per la nostra sede. Vorremmo creare un “polo della biodinamica”, in piena sintonia con la Associazione Biodinamica e, possibilmente, con un terreno circostante che permetta sperimentazioni biodinamiche in campo. Una nuova sede che rappresenti al meglio la natura della nostra essenza.

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24 Ago

Introdurre gli animali nelle aziende specializzate: l’esperienza dell’azienda Andreano Antonio, Foggia.

In merito al tema della presenza degli animali, obbligatoria secondo quanto riportato negli Standard Demeter, abbiamo intervistato Tommaso Pio Andreano dell’azienda agricola Andreano Antonio di Foggia.

La vostra è un’azienda giovane, ci racconti la sua genesi?

L’attività nasce nel 2010 su impulso mio e di mio fratello Antonio continuando la tradizione di famiglia. Abbiamo cominciato su una superficie di circa 25 ettari da subito coltivati secondo il metodo biologico. All’inizio non avevamo magazzino, poi tra il 2016 e il 2017 abbiamo acquisito un piccolo spazio per la lavorazione delle nostre produzioni che sono soprattutto orticole estive e invernali destinate in gran parte all’estero, alla Germania in primis. Nelle rotazioni coltiviamo prevalentemente grano duro e cece. Nel corso di questi anni l’azienda è ulteriormente cresciuta, pur rimanendo medio-piccola nel contesto del territorio, vocato per la produzione ortiva soprattutto a carattere intensivo di aziende che arrivano a superfici di centinaia di ettari. Oggi con la nostra famiglia collaborano una quindicina di persone, e l’azienda si estende su sessanta ettari con locali per il condizionamento dove gestiamo in gran parte cavolfiore, broccolo, sedano, bieta in inverno e anguria, datterino e zucchina in periodo estivo.

Come è nato il vostro rapporto con la biodinamica?

Nel 2014 fornivamo a Ecor grano duro e pomodoro da industria che abbiamo iniziato a condurre in biodinamico. Abbiamo così iniziato a sperimentare, e abbiamo seguito i primi i corsi di agricoltura biodinamica alle Cascine Orsine: da lì ci si è aperto un mondo. Se fino ad allora, infatti, l’azienda era vissuta come uno strumento da reddito, da quel momento si è rivoluzionato tutto, nel senso che abbiamo iniziato a vivere l’azienda come un’individualità, quasi come una parte di noi stessi. Non approcciandola più solo per produrre e vendere, ma anche sentendola come un’entità in se stessa, vivendone le tensioni, i drammi. E’ da questo vissuto che è scattata la scintilla vera e propria nei confronti dell’agricoltura biodinamica. Abbiamo quindi cercato di capire se la biodinamica potesse funzionare nel nostro contesto e per le nostre dimensioni, modeste soprattutto in confronto ai nostri vicini. In effetti le sfide sono state molte, a partire dalla diversità () delle nostre produzioni agricole rispetto alle monocolture circostanti. Ci siamo appassionati, frequentando numerosi corsi specifici di biodinamica di primo livello e superiori, seminari di approfondimento, visite ad aziende biodinamiche, occasioni in cui ci hanno colpito la calma, il benessere interiore dei contadini biodinamici anche quando parlavano dei loro problemi aziendali, evidenziando così un rapporto diverso con l’azienda agricola.

Come siete arrivati al Demeter e agli animali?

Il percorso nella biodinamica è stato molto difficile, anche perché per le brassiche si devono usare sementi CSM free che sono varietà molto difficili da produrre, ed esteticamente molto diverse anche da quelle del biologico e dagli standard di qualità imposti dalla distribuzione organizzata, sono importanti quindi dei clienti/consumatori che valorizzino ed apprezzino questi sforzi. Con la distribuzione dei preparati, con i cumuli e l’applicazione in generale del metodo biodinamico è iniziata una produzione i cui frutti godono anche delle buone condizioni pedoclimatiche del nostro territorio. Oggi, dopo quattro-cinque anni di prove e di attività in biodinamica, riconosco che le produzioni hanno proprietà organolettiche superiori rispetto a quelle ottenute in passato con metodo biologico oltre che personalmente anche in termini quantitativi.

L’azienda è Demeter da aprile 2021, dopo quattro anni di iter di tutoraggio in cui i punti critici segnalati dai tutor sono serviti moltissimo ad un ulteriore perfezionamento dell’azienda, proprio per valorizzarne meglio ancora i principi biodinamici. Nel 2017 il tutor ci ha segnalato la mancanza della presenza degli animali. Quindi abbiamo deciso di mettere un gregge, in accordo con nostro padre e per via delle tradizioni legate alla transumanza: infatti a qualche chilometro dall’azienda esiste ancora il luogo dove si faceva la conta delle pecore in entrata e in uscita dall’Abruzzo. Abbiamo così acquistato trenta capi di Gentile di Puglia che produce ottima lana e latte. Inizialmente in effetti non sapevamo bene come gestirle, l’azienda nasceva ad indirizzo orticolo. Nostro padre ci ha dato una mano, e per diverso tempo abbiamo anche ospitato in azienda un anziano pastore che ci diceva che, per capire come e cosa fare con gli animali, bisogna parlarci, occorre “sentirli” quasi come se fossero degli esseri umani. Produciamo molti scarti di lavorazione di vegetali che, oltre al fieno e ad altri cereali, vengono dati alle pecore. Il gregge stabula liberamente in un ettaro, dove c’è un ricovero per loro, e pascola su tutti i campi dell’azienda dove è terminata la raccolta così da concimare i terreni. Oggi i capi da trenta sono diventati centoquaranta, il gregge ha quindi una gestione più impegnativa, ma è veramente l’arma in più: non abbiamo scarti vegetali da dover smaltire, il terreno è sempre letamato, le pecore fanno da trinciatore. L’impegno in effetti è tanto, ma se ascolti bene gli animali capisci che hanno un’anima: trasmettono pace e benessere, sono essenziali per l’attività agricola.

Le pecore sono funzionali anche allo sviluppo di prodotti lattiero-caseari?

Questa razza autoctona è anche ottima produttrice di latte da cui si fa li canestrato pugliese, un tipo di pecorino. Al momento dell’acquisto del gregge abbiamo proprio valutato anche questo aspetto. Infatti, da luglio 2020 abbiamo iniziato le prove di caseificazione: il formaggio ha un sapore molto marcato e viene stagionato solo per due, tre mesi con la particolarità che, come da tradizione, lo ungiamo con foglie di olivo immerse in olio extra vergine di oliva dell’azienda. Vorremmo ottenere un prodotto locale legato alla tipicità della nostra azienda, in cui non vi è l’apporto di mangimi esterni ma che invece è caratterizzata dalla straordinaria autosufficienza alimentare degli ovini che pascolano sui nostri terreni.

Gli standard Demeter aiutano il benessere animale? Hai qualche suggerimento per chi deve introdurre gli animali?

Diciamo che se in generale è pratica diffusa allontanare gli agnelli dalle madri dopo qualche giorno, da noi continuano a crescere e a vivere con le procreatrici. A livello di benessere animale gli standard Demeter sono restrittivi, ma grazie a questo si riflette molto bene su tutta l’azienda la qualità della vita degli animali: se gli animali stanno bene, stanno bene anche tutto l’organismo aziendale e le persone. Per chi deve introdurre gli animali mi sento di dire che è un percorso senz’altro da fare perché è negli standard, ma che allo stesso tempo occorre mettere da parte lo scetticismo iniziale per favorire la vitalità e il rapporto più ricco che, grazie agli animali, si instaura con tutta l’azienda. Certo, sono necessarie attenzioni, ma gli animali si inseriscono in un rapporto che, se all’inizio è uno standard, poi diventa un punto fondamentale della vita dell’organismo agricolo. Occorre superare la difficoltà iniziale soprattutto per le aziende che non sono zootecniche, ma posso affermare che, secondo la nostra esperienza, con tanta buona volontà dopo soli due anni abbiamo superato lo scetticismo inziale dovuto al dover imparare un rapporto con altri esseri viventi. Ne è nato un rapporto simbiotico, oggi gli animali sono a tutti gli effetti parte integrante dell’azienda.

Intervista di Giovanni Bucchéri

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30 Giu

Editoriale congiunto dei Consiglio Associazione Biodinamica e Consiglio Demeter Italia

Cari associati e amici 

Continuano gli attacchi sui media all’agricoltura biodinamica e in questo momento così particolare abbiamo deciso di parlare con un’unica voce, Associazione biodinamica e Demeter insieme.

È chiaro ormai a tutti noi che l’attacco che stiamo subendo è strumentale. Gli interessi che si nascondono dietro le poche ma rumorose firme sono di tipo economico e il tentativo di estromettere la biodinamica dalla Legge sul Bio in approvazione ora alla Camera cela l’intento di screditare tutto il settore del biologico. 

In molti ci avete chiesto perché non ci fossero stati degli articoli in contrattacco da parte delle nostre associazioni. Ebbene, le testate che hanno pubblicato gli articoli diffamatori non ci hanno concesso lo spazio di replica. Quindi lanciamo un appello a tutte le aziende di aiutarci ad essere più visibili e presenti sui media coordinando le azioni di comunicazione con le due associazioni.

È anche vero che in molti, tra cui alcune delle più importanti associazioni del settore agricolo, come Coldiretti, Federbio, Slow Food e Aiab, si sono schierate dalla nostra parte e con la nostra newsletter abbiamo deciso, già dallo scorso numero, di collezionare tutti gli articoli usciti in nostro favore. Vi consigliamo di leggerli perché ce ne sono alcuni che rendono giustizia al nostro modo di fare agricoltura. Un’agricoltura sana, rispettosa degli ecosistemi, sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Un’agricoltura, quella biodinamica, che in Europa considerano la frontiera più virtuosa dell’agroecologia.

Dobbiamo continuare ad essere fieri della nostra scelta e andare avanti per la nostra strada, come abbiamo sempre fatto. 

E dobbiamo farlo uniti.

Consiglio Associazione per l’agricoltura biodinamica e
Consiglio Associazione Demeter Italia 

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30 Giu

I pulcini col becco di Fidora Wines

Si avvicina il termine per l’inserimento obbligatorio degli animali nelle aziende certificate Demeter con una estensione maggiore di 5 ettari e, proprio a questo proposito, abbiamo intervistato Emilio Fidora dell’azienda agricola Fidora Wines di Cona, in provincia di Venezia.

Siete una azienda biologica con una lunga storia, visto che la svolta bio è avvenuta già nel 1974. Qual è stato in questi anni il vostro rapporto con gli animali?

Abbiamo sempre avuto animali in azienda. I cavalli ci sono sempre stati e, per un periodo, abbiamo avuto un allevamento produttivo per carne che, qui in Veneto e specialmente nella zona Padova, è un cibo tradizionale molto apprezzato. In passato abbiamo avuto anche greggi di capre e pecore. E poi i bovini. Per noi gli animali devono avere le cure e gli spazi adeguati e ad un certo punto della nostra storia aziendale abbiamo dovuto ridurre i nostri animali per dedicarci alla viticoltura. Ma oggi che tutti gli investimenti in cantina e nelle vigne sono stati fatti abbiamo deciso di impegnarci nuovamente nell’allevamento. Attualmente abbiamo 6 cavalli, una 30ina di bovini, 3.000 galline ovaiole e 100 galli.

L’investimento sull’allevamento avicolo è recente, ce ne può parlare?

Questo investimento è stata la grossa novità di quest’anno. Il 5 gennaio sono arrivati in azienda 3.000 pulcini di 1 giorno. Demeter permetterebbe l’acquisto di pollastre bio, ma è praticamente impossibile reperirle sul mercato. Le poche che si trovano sono sbeccate, visto che questa pratica viene fatta dagli allevatori quando sono ancora piccole e il disciplinare Demeter non lo ammette. Avremmo potute acquistarle in deroga al disciplinare, ma visto che era un nuovo progetto abbiamo deciso di fare tutto per bene. Abbiamo acquistato i pulcini dalla pulcinaia prima che fosse loro praticata la sbeccatura e li abbiamo curati fino a che, intorno alla sedicesima settimana, non sono diventati produttivi. È stato impegnativo, perché è molto più facile comprare le pollastre che sono già pronte per deporre.

Quanto spazio hanno le vostre galline?

Appena sono state pronte per deporre le abbiamo spostate in un altro capannone che è stato calibrato per ospitare 9.000 galline in conformità a quanto prescritto dal disciplinare Demeter. Nello stesso spazio un avicoltore convenzionale ne farebbe entrate 90.000. Oltre allo spazio all’interno le nostre galline possono uscire ed hanno a disposizione un ettaro e mezzo per razzolare. È un’area in cui ci sono zone di prato, di bosco e siepi e di vigneto.

Che sinergie ci sono tra questo tipo di allevamento e l’azienda agricola?

È un ciclo chiuso. Produciamo internamente i seminativi che vengono utilizzati per l’alimentazione di tutti i nostri animali e, per quanto riguarda le deiezioni delle galline, le lasciamo prima maturare in una concimaia per poi essere messe nei cumuli dove facciamo il compost biodinamico, mescolandola con le potature degli alberi e con il letame equino e bovino.

E le uova che vendete sono certificate Demeter?

Si, le vendiamo attraverso il circuito Naturasì e sono uova biodinamiche. In Italia non se ne trovano molte. Alcuni paesi europei come la Svizzera, la Germania e l’Olanda le producono, ma ce ne sono altri come la Francia che non ha avicoltori biodinamici.

Quando vi siete certificati Demeter?

Come azienda ci siamo certificati nel 2020. Siamo molto attenti nell’applicazione del metodo tanto da produrre internamente quasi tutti i preparati biodinamici, anche quelli da cumulo. La pratica della biodinamica per noi ha rappresentato uno sbocco naturale e la strada che stiamo percorrendo va verso la realizzazione dell’individualità agricola a ciclo chiuso, in cui crediamo molto.

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01 Giu

Biodinamica in prima pagina (di E. Amico)

Uno tsunami ha investito il mondo della biodinamica italiana. Negli ultimi giorni sono usciti molti articoli sulla biodinamica e questo editoriale mi permette di rifletterci insieme a voi. Per prima cosa, a nome dell’Associazione Demeter Italia ci tengo a ringraziare i nostri Senatori che sono stati coesi e lungimiranti nell’approvare e sostenere una legge che permetterà all’agricoltura tutta di compiere quei passi tanto attesi verso una reale transizione ecologica. E sono stupito di come i media possano dare credito ad una sola oppositrice, la senatrice Cattaneo che, da sola, ha votato contro il volere di un senato unito…Media che, peraltro, non danno a noi biodinamici alcuno spazio di replica.

La biodinamica è diventata un bersaglio, un nemico da screditare. Il pretesto è contrastare la legge di prossima adozione sul biologico che afferma che ciò che vale per il biologico vale anche per il biodinamico. E questo è ovvio, visto che tutte le aziende biodinamiche sono anzitutto certificate biologiche. Chi ci attacca è in genere un sostenitore della chimica e degli ogm in agricoltura. Noi dimostriamo sul mercato e sul campo che un’agricoltura realmente sostenibile è possibile. Criticano Demeter di non avere un bilancio pubblico. Eppure il nostro bilancio annuale è approvato da 270 soci e se il giornalista ce lo avesse chiesto non avremmo avuto problema a fornirglielo. Noi non abbiamo niente da nascondere e, quanto dovuto, è regolarmente pagato allo stato italiano. Gli introiti legati alla certificazione vengono investiti in azioni di formazione, ricerca, marketing e azioni di comunicazione a favore del metodo biodinamico e della qualità alimentare dei nostri prodotti. Nel nostro statuto è prevista anche la presenza, tra i soci  sostenitori, di rappresentanti delle principali associazioni di consumatori a tutela di chi i nostri prodotti li acquista e li consuma. E a chi critica la destinazione di fondi pubblici a favore delle aziende biodinamiche va detto che noi già percepiamo quei fondi, proprio perché aziende certificate biologiche.

Questi articoli non sono solo imprecisi, ma sono anche molto superficiali e diffamatori e mancano di una seria ricerca delle fonti. Per esempio, si confonde l’Associazione per l’agricoltura biodinamica con l’Apab, lo storico Istituto di formazione di Firenze. Su questo errore si afferma che Carlo Triarico sia socio fondatore dell’Associazione Biodinamica, cosa impossibile visto che l’Associazione è stata fondata nel 1947 – prima associazione italiana ad avere in oggetto la tutela del paesaggio – e Carlo in quella data non era certo nato!

La nostra produzione è pulita e si sviluppa attraverso un’economia circolare che valorizza fertilità del suolo e biodiversità. Abbiamo successo sul mercato tanto che la domanda di prodotti biodinamici supera l’offerta e presto i nostri prodotti certificati Demeter saranno sugli scaffali dei supermercati.

Che l’attacco arrivi dalla Senatrice Cattaneo o dalle pagine internet di testate giornalistiche poco conta. Noi continuiamo per la nostra strada di crescita e di miglioramento, uniti più che mai.

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25 Apr

Il Contratto Demeter per la Grande Distribuzione Organizzata di Enrico Amico

È di questi giorni il raggiungimento di un altro obiettivo che il Consiglio Demeter si era dato. Siamo giunti alla definizione di un Contratto per la Grande Distribuzione Organizzata grazie al lavoro, durato più di un anno, di una commissione presieduta da Antonino Anastasi e composta da altri due consiglieri, Antonino Petralia e Dino Mellano, coadiuvati da alcuni tecnici. È la prima volta che Demeter si dota di uno strumento di questo tipo ma abbiamo ritenuto che fosse necessario essere preparati alla apertura del mercato della Grande Distribuzione Organizzata, soprattutto ora che anche i distributori italiani stanno iniziando a valutare di inserire i nostri prodotti all’interno dei loro punti vendita, come già accade all’estero.  Aprirsi alla grande distribuzione è un passo importante e strategico soprattutto ora che stanno aumentando le aziende certificate e, di conseguenza, l’offerta di prodotti Demeter sul mercato.

Il Contratto che è stato predisposto ha un particolare valore. Non tiene conto solamente della questione commerciale ma spinge verso una forte collaborazione e una sinergia di intenti tra la grande distribuzione organizzata e i produttori biodinamici. In pratica con questo Contratto Demeter chiede alla grande distribuzione che, da una parte, sia riconosciuto un equo prezzo e un equo trattamento ai produttori biodinamici e, dall’altra, pone degli obiettivi comuni che riguardano azioni di comunicazione e promozione. Tra questi quello di dare la massima visibilità presso i consumatori del fatto che i nostri prodotti biodinamici sono presenti nelle catene di supermercati che firmeranno il contratto e attivare l’opportuna formazione in modo che il personale addetto alla vendita sia consapevole di cosa sia un prodotto biodinamico. Inoltre il Contratto richiede che i prodotti biodinamici siano ben rappresentati sugli scaffali con almeno una referenza biodinamica per ogni referenza biologica, laddove possibile, con l’obiettivo di proporre ai clienti un paniere completo di prodotti.

Lo scopo è, e rimane, quello di portare dei vantaggi al produttore a marchio Demeter e, visto che nostri prodotti sono prodotti premium, vogliamo con il nostro Contratto garantire un corretto trattamento delle aziende agricole evitando di dover sottostare al potere della GDO. Chi vuole vendere il prodotto biodinamico deve sottoscrivere il nostro Contratto che regola le forniture partendo dal presupposto che le parti siano legate da una partnership. E con questo Contratto crediamo che si possa iniziare questa nuova collaborazione con il passo giusto.

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